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Un ammanco di sedicimila euro scoperto all’ospedale San Biagio – Non ci sono segni di scasso sulla cassaforte posta al piano terra

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – Un ammanco di cassa per un importo che si supera di poco i 16 mila euro potrebbe essere stato cagionato nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Un raggiro in piena regola per sottrarre soldi al sistema sanitario regionale calabrese.

Per il momento usiamo il condizionale, per via della delicatezza delle indagini avviate dai carabinieri, che proprio nella tarda mattinata di ieri hanno raccolto la denuncia da parte del personale preposto alla custodia dei valori, in servizio all’ufficio accettazione e ticket dello sportello dell’ospedale “San Biagio”.

La cassaforte interna si trova negli uffici del piano terra e alla prima ispezione degli inquirenti è risultata intatta. Esclusa qualsiasi forma di danneggiamento alla cassaforte, perché stando ad alcune indiscrezioni fatte trapelare, il sistema attivo negli uffici è quello della combinazione e dell’apertura a tempo.

Identico il discorso per quanto riguarda la chiusura del sistema che si avvale di un numero segreto da digitare prima del deposito dell’incasso della giornata proveniente dalla riscossione del ticket per prestazioni ambulatoriali e della diagnostica di laboratorio.

Le modalità, comunque, hanno fatto posizionare l’attività investigativa, nel controllo interno e nei riscontri attraverso le testimonianze di alcuni dipendenti. Come dicevamo dell’accaduto si stanno occupando i carabinieri che con il luogotenente Alfredo Anselmo hanno sentito alcuni dipendenti in forza al servizio accettazione.

Le indagini vengono coordinate dal capitano Emanuele Leuzzi della compagnia di Soverato.

Bocche cucite da parte dei militari che non hanno inteso rilasciare alcuna dichiarazione in merito all’episodio. Ancora qualche giorno e si conosceranno meglio tutti i dettagli del furto, perché il fascicolo aperto al momento è contro ignoti.

Cerchio, comunque, che potrebbe chiudersi nelle prossime ore che tutto potrebbe ruotare in termini di responsabilità attorno ad una delle persone autorizzate preventivamente e che hanno avuto in consegna da parte della dirigenza dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro delle password di accesso alla cassaforte. Dicevamo di una delle ipotesi.

Davanti agli uffici si è parlato pure di una possibile clonazione, cioè di qualcuno che potrebbe aver spiato il personale autorizzato e quindi indisturbato nell’orario di chiusura ha portato a termine il colpo. Le indagini, in questa direzione, torneranno utili per dare un nome al responsabile del furto.

Un nuovo ciclone si abbatte dunque sulla sanità catanzarese, e questa volta a mancare sono dei soldi, proventi dei ticket che i cittadini utenti hanno versato per poter effettuare le prestazioni sanitarie all’interno dell’ospedale delle Preserre.

Vincenzo Iozzo

Gazzetta del sud

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