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Farmaci e stupefacenti, si sospetta un traffico – L’accusa: taroccava i formulari per prelevare medicinali in quantità superiore alle necessità del reparto

VIBO VALENTIA – Un traffico di farmaci, classificati come stupefacenti, all’interno del presidio ospedaliero di Serra San Bruno. Un’ipotesi inquietante che ha già fatto scattare un provvedimento di sospensione cautelare di trenta giorni nei confronti di un infermiere in servizio in quell’ospedale. Una decisione assunta ieri mattina dal direttore generale dell’Asp Rubens Curia, a seguito delle risultanze di alcuni controlli disposti che avrebbero consentito di accertare la contraffazione dei moduli di richiesta del farmaco (appartenente alla famiglia degli oppiacei) e usato in sala operatoria.

Al contempo il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale ha nominato una commissione di indagine interna, presieduta dal direttore sanitario aziendale Francesco Petrolo. Venerdì scorso intanto l’Asp ha segnalato l’accaduto ai carabinieri della Stazione della città capoluogo.

A mettere la pulce nell’orecchio del management dell’Asp sarebbero state le “stranezze” rilevate nella comparazione tra le quantità di farmaco consegnate al reparto dalla farmacia ospedaliera e quelle realmente utilizzate, nell’arco di questi primi mesi dell’anno.

Comparazione che avrebbe fatto emergere una vistosa discrepanza, nel senso che le quantità di fiale richieste sarebbero state di molto maggiori rispetto a quelle utilizzate, anche in considerazione del fatto che il numero degli interventi chirurgici eseguiti non aveva registrato alcun aumento.

Da qui la necessità di fare chiarezza sui conti che non quadravano, con controlli sistematici dei fogli (complessivamente tre) che compongono il bollettario delle richieste. Un lavoro che avrebbe prodotto i suoi frutti e messo a nudo il “buco” entro cui sarebbero scomparse considerevoli quantità del farmaco.

Operazione che sarebbe ruotata tutta attorno alla contraffazione dei moduli di richiesta. In pratica il medico anestesista prescriveva un determinato numero di fiale da richiedere in farmacia, numero che rimaneva inalterato nel foglio che resta nel bollettario, mentre era sugli altri due che la contraffazione avveniva.

Strada facendo, infatti, sarebbe stato “corretto” per eccesso il numero segnalato dall’anestesista con il risultato che alla farmacia ospedaliera perveniva un quantitativo diverso. Quantitativo che, a sua volta, lungo la strada del ritorno sarebbe stato “ridotto” in modo tale da far giungere in reparto il numero di fiale segnato dall’anestesista.

Insomma il meccanismo sarebbe stato più o meno questo, resta ora da accertare chi materialmente l’avrebbe compiuto e capire da quanto tempo la sottrazione dello stupefacente sarebbe andata avanti. Da quanto accertato, nel corso di controlli a ritroso negli anni, non è stata rilevata alcuna irregolarità nelle forniture fatte dalla farmacia ospedaliera nell’arco compreso tra il 2003 e il 2006.

Altre verifiche saranno fatte per gli anni successivi al fine di avere chiaro il quadro della situazione. «Quelli che pensano di fare i furbi cadono sempre nella rete " ha commentato il direttore generale dell’Asp, Rubens Curia " ora siamo in attesa dell’esito delle indagini dei carabinieri. Attività a cui abbiamo fornito consistenti elementi cartacei. Aspettiamo che si accerti il tutto prima di decidere ulteriori passi da muovere, anche di carattere giudiziario».

Una vicenda che lascia aperto il campo a diverse piste investigative che potrebbero portare a galla altre responsabilità. Infatti, uno dei punti da capire è il motivo che avrebbe indotto il dipendente, il quale ha ricevuto il provvedimento di sospensione cautelare e nei confronti del quale sarebbero emersi gravi elementi di responsabilità, a sottrarre le fiale di farmaco.

Potrebbe aver agito da solo e per motivi personali oppure, in una ipotesi più complessa, potrebbe essere soltanto l’elemento di un ingranaggio molto più grande che coinvolgerebbe altre persone. D’altro canto l’ipotesi di un traffico di farmaci non sarebbe certo una novità per il Vibonese più volte al centro di giri di questo genere come anche emerso, negli anni passati, nell’ambito di inchieste condotte dalla Dda. Piste investigative che vengono vagliate con estrema attenzione dai carabinieri.

Nondimeno anche la commissione interna, nominata da Curia d’intesa con i suoi più stretti collaboratori " il direttore sanitario aziendale che la presiede e il direttore amministrativo dell’Asp Francesco Procopio " è intenzionata a fare decisamente luce sull’intera questione.

Marialucia Conistabile

Gazzetta del sud

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