REGGIO CALABRIA – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la retromarcia innestata dalla nuova Sogas, quella presieduta dal Cda che è stato insediato qualche mese fa, che, venerdì scorso, ha “tradito” le grandi aspettative che riponevano in essa i sindacati per confrontarsi e avviare un percorso di rilancio per l’Aeroporto dello Stretto.
Dunque, venuta meno la fiducia di potere fare qualcosa per rimettere in moto davvero il “Tito Minniti”, ai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) non è rimasto altro da fare che convocare una conferenza stampa per esternare tutte le loro preoccupazioni sul futuro di uno scalo che sembra sempre più vittima dell’ubicazione.
Nel salone del Dopolavoro ferroviario, i sindacalisti Giuseppe Larizza (Cisl), Pasquale Laganà (Cgil) e Mario Muto (Uil) " era assente soltanto Cozzupoli dell’Ugl che, però, hanno riferito sottoscriveva in pieno le lamentele dei suoi colleghi " hanno riferito ai giornalisti tutte le loro lagnanze sul modo in cui viene gestito l’aeroporto.
«Da mesi inseguivamo la Sogas per poterci sedere attorno a un tavolo e discutere di un piano industriale che potesse segnare una svolta nel futuro dello scalo di Ravagnese " hanno detto " e, invece, quando pensavamo di esserci finalmente riusciti abbiamo assistito a un dietro-front molto preoccupante. Dopo quattro anni di amministratore unico, in cui la Sogas ha prodotto solo debiti e si è distinta solo per un breve periodo di crescita, giusto il tempo di consumare i copiosi fondi provinciali e regionali, dall’insediamento del nuovo Cda ci aspettavamo molto. E invece…».
Invece, dopo un buon avvio, la Sogas sembra essersi di nuovo arenata, così com’era avvenuto nei due anni in cui la Società di gestione dell’aeroporto dello Stretto aveva avviato il percorso di privatizzazione del 35% del capitale sociale e, dunque, ha cercato soltanto di limitare le perdite.
Ma, si sa, giocare in difesa non può condurre mai a grandi risultati, sicché le organizzazioni sindacali si aspettavano un deciso cambio di marcia per concordare con il nuovo Consiglio di amministrazione della società una vera strategia di sviluppo dell’aeroporto.
«Il nuovo Cda " hanno affermato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali " aveva più volte detto di volere concordare con i sindacati la strategia di sviluppo e ha anche ripetuto di avere un piano industriale già pronto sul quale confrontarci.
Venerdì scorso, ci aspettavamo un incontro fondamentale per cominciare a discutere e, invece, si è presentato soltanto il direttore generale della Sogas, Francesco Giovinazzo, il quale si è limitato a fornirci una succinta informazione sui nuovi voli in programma per i prossimi mesi estivi (Genova, Venezia, Madrid e Parigi, ndr.) e stop.
Nessun accenno al piano industriale e quindi alla riorganizzazione dei servizi per gestire meglio le risorse interne e avviare l’internalizzazione dei servizi che, attualmente, vengono svolti dalle società Omega e Consulta».
«A quanto ci è dato sapere " hanno proseguito i sindacalisti " pare che il Cda abbia bocciato questa idea di presentare il piano industriale e discutere la riorganizzazione dei servizi e che voglia cristallizzare l’attuale situazione in attesa, questa volta, di riuscire a privatizzare la Sogas».
I sindacati ritengono che questa scelta potrebbe essere esiziale per lo scalo di Ravagnese e auspicano un’unica società di gestione per i tre aeroporti calabresi e anche una serie di investimenti in tecnologia per volare anche di notte e di aprire una seria trattativa con Alitalia per produrre i servizi che adesso la compagnia di bandiera si produce in proprio.
Infine, i sindacati hanno sollevato anche il problema della “metromare” che non può rispondere alle stringate logiche di profitto di Rfi ma deve avere biglietti a prezzi competitivi.
Piero Gaeta
Gazzetta del sud
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