SERRA SAN BRUNO (VV) – Si svolgeranno domani a partire dalle ore 15,30 i funerali di Pasquale Andreacchi, il giovane di 18 anni scomparso in circostanze misteriose la sera dell’11 ottobre scorso e trovato morto 2 mesi dopo con le ossa del corpo disseminate qua e là in un castagneto nelle immediate vicinanze del centro abitato.
La notizia è stata data dai genitori, Salvatore e Maria Rosa Miraglia, dopo la restituzione alla famiglia dei resti mortali del giovane, che erano stati tenuti a disposizione dell’autorità giudiziaria per alcuni mesi per gli accertamenti del caso.
Si avvia così a conclusione una tragica vicenda che ha tenuto per circa otto mesi la popolazione serrese con il fiato sospeso e ha gettato un’intera famiglia nel dolore e nell’incubo per la perdita di un giovane di 18 anni la cui fine è ancora immersa nel più fitto mistero.
Molti, infatti, sono gli interrogativi che serpeggiano nel cuore della gente che per la morte del giovane in più occasioni ha manifestato costernazione e sgomento. Numerose infatti, sono state le iniziative di solidarietà che si sono susseguite nel tempo tra cui un consiglio comunale aperto, un convegno a carattere regionale, una manifestazione pubblica organizzata dal gruppo Agesci e una sfilata per le vie del centro abitato in onore di Pasquale.
Espressioni di sentita e partecipata ribellione alla violenza e di solidarietà alla famiglia sono giunte alla cittadina da eminenti uomini politici e dalle massime autorità civili e religiose della regione. Tutti hanno detto no alla barbara e disumana violenza perpetrata ai danni di un giovane di appena 18 anni che si apprestava ad affrontare la vita.
Da Serra San Bruno si è levato alto «il grido e la protesta di chi non si rassegna al silenzio e alla sopportazione e chiede a gran voce giustizia e legalità».
Come si ricorderà, dopo circa 2 mesi dalla scomparsa del giovane sono stati trovati in un cassonetto della spazzatura un teschio forato da un colpo di pistola e un femore. Gli inquirenti hanno avanzato il tragico sospetto che quei resti umani appartenessero a Pasquale Andreacchi.
I pochi dubbi rimasti si sono dissolti quando successivamente all’interno di un castagneto, poco distante dal luogo del primo ritrovamento, sono state rinvenute sparse qua e là sul terreno le rimanenti ossa dello scheletro insieme ad alcuni indumenti e ai documenti di riconoscimento di Pasquale.
L’esame del Dna, effettuato sulle ossa rinvenute, hanno confermato che quei poveri resti sono appartenuti al giovane scomparso la sera dell’11 ottobre. Incommensurabile il dolore in cui è piombata la famiglia dopo la certezza che i resti umani rinvenuti nel castagneto erano quelli del giovane Pasquale.
«Nostro figlio non ha mai fatto del male a nessuno», sono state le prime parole di Salvatore e Maria Rosa Miraglia dopo aver appreso i risultati dell’esame del Dna, poi la disperazione per la perdita di un figlio giovanissimo, dedito al lavoro e che contribuiva al sostentamento della famiglia.
La vicenda ha scosso la tranquillità del piccolo centro urbano delle Serre, che prima di questo tragico episodio aveva fama di essere un’oasi felice, non ancora infetta da fatti di così orrenda atrocità.
«Rifiutiamo e condanniamo " ha ribadito il sindaco di Serra San Bruno " la violenza da qualsiasi parte provenga e offriamo solidarietà alla famiglia di Pasquale così duramente provata da questa tragedia disumana». I funerali saranno officiati dal parroco chiesa Matrice don Gerardo Letizia.
Maurizio Onda
Gazzetta del sud
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