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La desertificazione del porto, appello al governatore Scopelliti – Altri posti di lavoro a rischio, proclamato lo stato d’agitazione

GIOIA TAURO – Non c’è pace al porto. Mentre Mct chiede una proroga della Cassa integrazione in scadenza per i 280 lavoratori “incubati” negli ammortizzatori sociali, un altro malaugurato ed inaspettato avvenimento che porta disperazione e scompiglio nel “Porto dei Miracoli”, “cala” sui lavoratori della Maersk, minacciati di provvedimenti tendenti alla riduzione del personale. Ed intanto, con questi chiari di luna, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno prontamente proclamato lo stato di agitazione.

Le stesse strutture sindacali hanno tenuto a sottolineare che «si sono attivate in tutti i modi per affrontare la crisi in atto, tutelando l’occupazione, mettendo in atto strumenti che consentano una ripresa delle attività nel Porto di Gioia Tauro, per reinserire al più presto nel ciclo produttivo tutti quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.

E proprio mentre si registrano i primi segnali di ripresa delle attività portuali, per effetto della detassazione in atto, Maersk riduce il personale»: «Noi " affermano i responsabili di categoria del sindacato " chiediamo tutele per i lavoratori interessati dagli esuberi, che se espulsi dal ciclo produttivo non riusciranno a trovare collocazioni in questa fase difficile, ma soprattutto, chiediamo di conoscere quali sono le prospettive per il futuro di Maersk su Gioia Tauro».

Ancora più dura si prospetta la reazione del segretario generale della Filt Cgil del Comprensorio della Piana di Gioia Tauro, Domenico Laganà: «Non possiamo più sopportare questi atteggiamenti, che non tengono in nessun modo, nella dovuta considerazione il territorio, che da 15 anni ospita la multinazionale Maersk. Lavoratori e lavoratrici, che hanno dato in tutti questi anni il loro contributo, per la crescita del colosso Maersk a Gioia Tauro, si vedono messi alla porta senza nessuna alternativa.

Non certo per colpe dei lavoratori, i quali hanno dimostrato in questi anni la loro elevata professionalità e la loro competenza specifica. Come Filt Cgil ci opporremo con tutte le nostre forze a questa situazione, e lo faremo unitariamente e con più forza, insieme alle altre organizzazioni sindacali. L’agenzia marittima Maersk a Gioia Tauro " evidenzia il segretario della Filt " ci comunica esuberi di personale e poi commissiona attività ad altre agenzie marittime. E questo è inaccettabile!

Se poi Maersk ha già deciso di lasciare Gioia Tauro deve comunicare i suoi obiettivi futuri. Perchè non si può decidere con una mano di prendere fondi europei per investire nel nostro Paese, e poi con l’altra mano passare al licenziamento dei lavoratori».

Sulla nuova vertenza prende posizione anche il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore: «È desolante e sconfortante quel che si viene a verificare nel Porto di Gioia Tauro. In questo martoriato territorio " ha proseguito " sembra che tutti facciano a gara a portare difficoltà e scompiglio.

Perché altrimenti non si potrebbe spiegare come mai, proprio dopo che il Ministro Matteoli ha deciso di autorizzare la diminuzione dei costi di attracco delle navi e dopo che il Comitato Portuale, su imput del presidente Grimaldi, ne ha deliberato il quasi completo “abbattimento” per rendere competitiva ed appetibile il megaporto, terminalisti ed utenti continuino a produrre atti tendenti al ricorso agli ammortizzatori sociali e ad ingrossare sempre più l’esercito dei disoccupati.

Chiediamo un autorevole intervento del governo centrale e una decisa presa di posizione del nuovo Governatore della Calabria on. Giuseppe Scopelliti che a Gioia Tauro ha battuto tutti i record in materia di consensi elettorali».

Infine, il Presidente del Consiglio Comunale Domenico Cento, ha anticipato «l’avvio di iniziative per un eventuale coinvolgimento della massima assemblea elettiva della città, in una questione che " ha sottolineato " interessa centinaia di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro».

Vincenzo Toscano

Gazzetta del sud

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