ROSSANO (CS) – La proposta di trasformazione per il funzionamento con policombustibile (carbone, solare termodinamico, gas e biomasse) ha acceso il dibattito sul futuro della centrale Enel di Sant’Irene. Un saggio di quanto sia avvertito il problema lo si può dedurre dall’infuocato incontro sull’argomento svoltosi nella ex delegazione municipale di Rossano Scalo.
Tra i contrari alla trasformazione con l’utilizzo del carbone si sono schierati l’Amministrazione Comunale, le associazioni, il mondo della politica in generale, i rappresentanti dei comuni del comprensorio, molti dei quali hanno aderito al comitato del “No al carbone”.
A questi si sono contrapposti in maniera energica, al punto che spesso sono dovuti intervenire i vigili urbani in servizio per sedare gli animi, alcuni dipendenti in attività o in pensione dell’Enel ed alcuni operai delle ditte che svolgono lavori di manutenzione o offrono servizi nella Centrale, che hanno dato vita al comitato del Sì alla trasformazione dell’impianto.
Due posizioni che sicuramente non possono essere catalogate con facilità. Alla base di entrambi gli schieramenti ci sono motivazioni nobili, escludendo quelle strategiche di quei soggetti che, come sempre accade in questi contesti, cercano di inserirsi nel dibattito per accaparrarsi le simpatie dell’Enel, pensando a propri tornaconti.
Se i primi si battono perché la trasformazione della centrale abbia un impatto ambientale minimo sul territorio attraverso il divieto del carbone, i secondi, che non vedono alcun tipo di inquinamento con l’utilizzo del combustibile fossile, sono spinti dalla necessità di lavoro in una zona dove la disoccupazione, soprattutto giovanile, è altissima.
A questa duplice esigenza si sono ispirati gli interventi dei partecipanti all’incontro dell’altro ieri sera presieduto dal sindaco Franco Filareto, accompagnato da numerosi assessori di giunta, dal dirigente comunale Giuseppe Graziani, dal presidente del Consiglio comunale, Antonio Loria, dall’ex consigliere regionale, Franco Pacenza, dal dirigente provinciale del Pd Franchino.
Tra gli interventi che vedono nel carbone un elemento che compromette l’equilibrio ambientale e la promozione del territorio, dopo quello di Filareto, vanno citati quelli di don Pietro Madeo, vicario dell’Arcidiocesi, che ha richiamato alcune frasi del Pontefice sull’utilizzo di fonti energetiche che salvaguardino il creato; di Pacenza che ha posto l’accento sulla legge regionale che vieta il carbone; di Gennaro Bianco, sindaco di Calopezzati; di Gerardo Aiello, sindaco di Crosia; di Giacinto Casciaro, presidente del Comitato pro-Provincia; di Natale Falsetta, presidente del Cotaj; di Vincenzo Farina, presidente dell’Assoturismo; di Amerigo Minncelli, presidente del Cesdic; di Luigi Pisani, presidente del Comitato del “no al carbone” di Corigliano.
A questi hanno contrapposto le loro tesi, chiamando in causa i politici che mancherebbero di lungimiranza non proponendo soluzioni di sviluppo alternative, Luigi Maccarrone, Carlo Cordì e Natale Cavallo, ex dipendenti dell’Enel.
Altre due iniziative, organizzate dal “Comitato per la difesa e lo sviluppo sostenibile della Sibaritide” sono previste per oggi pomeriggio alle ore 18:30 nella sede della Comunità Montana di Rossano Scalo e domani alle ore 19,30, presso il Centro Vacanze “Il Salice” di Cantinella di Corigliano, mentre il partito dei Verdi, che ha espresso il proprio no deciso ha annunciato per la metà di giugno una manifestazione con la presenza del presidente nazionale Angelo Bonelli.
Benigno Lepera
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