STILO (RC) – Un boscaiolo, Mario Petrolo, di 41 anni, è stato ucciso stamani in un agguato a Stilo, nel reggino. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, é stato ucciso con numerosi colpi d’arma da fuoco. L’agguato è stato compiuto lungo la strada provinciale 9 che da Monasterace conduce nei comuni interni della Vallata dello Stilaro, sino alla provincia di Vibo Valentia.
Nella stessa zona, il 21 aprile scorso, era stato ucciso Giovanni Vallelonga, di 62 anni, di Caulonia, anche lui boscaiolo e titolare di un’impresa agricola, ritenuto vicino alla criminalità organizzata della vallata dello Stilaro, controllata dalla cosca Ruga-Metastasio.
L’omicidio di Mario Petrolo, assassinato oggi a Stilo, nel reggino, rientra in uno scontro tra cosche in atto già da alcuni anni per il controllo del territorio a cavallo di tre province: l’alto Ionio reggino, il basso Ionio catanzarese e la zona delle Serre, nel vibonese.
E’ questa l’ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori. Uno scontro che ha avuto inizio con l’omicidio, avvenuto il 31 dicembre 2008 a Vallefiorita (Catanzaro) di Vito Tolone, di 54 anni.
Di particolare rilevanza, secondo gli investigatori, è stato poi l’omicidio di Domenico Vallelunga, di 52 anni, ritenuto il boss dell’omonima cosca di Serra San Bruno (Vibo Valentia) ucciso il 27 settembre del 2009 a Riace (Reggio Calabria) davanti al Santuario dei santi medici Cosma e Damiano dove era in corso la festa patronale del paese.
La striscia di omicidi che ha insanguinato tutta la zona è proseguita l’11 marzo scorso, a Guardavalle, nel catanzarese, dove è stato ucciso Domenico Chiefari, di 67 anni, boscaiolo, ritenuto vicino ad ambienti criminali della zona dove opera la cosca Novella-Gallace (Alto Jonio reggino).
A distanza di 5 giorni, il 16 marzo, è stato ucciso Francesco Muccari, anche lui legato ad ambienti criminali. Il 21 aprile scorso è stato assasinato a Stilo, nella stessa zona dove oggi è stato ucciso Petrolo, suo cugino, Giovanni Vallelonga, di 62 anni, di Caulonia. Vallelonga, tra l’altro, era cugino anche di Domenico Vallelunga.
Sempre la zona ionica è stata teatro anche dell’omicidio di Vittorio Sia, ritenuto il capo del ‘locale’ di Soverato ucciso il 22 aprile a colpi di kalashnikov nella nota località turistica del basso Ionio catanzarese. Sia solo un mese prima era riuscito a sfuggire ad un altro agguato. Il 15 maggio scorso, infine, a Vallefiorita (Catanzaro) è stato assassinato Giovanni Bruno, ritenuto un boss della zona.
(Ansa)
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