VIBO VALENTIA – Un’operazione della polizia é in corso per l’esecuzione di 14 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti affiliati alla cosca Lo Bianco, attiva a Vibo Valentia. L’accusa per gli indagati è associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e detenzione illegale di armi. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro per evitare il pericolo di fuga di alcuni degli indagati.
Tra le persone arrestate dalla squadra mobile di Vibo Valentia figura anche Carmelo Lo Bianco, di 78 anni, ritenuto il boss della cosca. L’inchiesta che ha portato stamani all’esecuzione dei fermi, é partita nel 2008 dopo la denuncia di un’estorsione subita da un imprenditore edile.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’organizzazione del gruppo ed a giungere all’emissione dei provvedimenti. Due imprese sono state sequestrate dalla squadra mobile di Vibo Valentia nell’ambito dell’operazione condotta stamani per il fermo di 14 persone accusate di fare parte della cosca Lo Bianco.
Le due imprese, una operante nel settore della pubblicità e l’altra in quello dei trasporti, secondo l’accusa, erano gestite fittiziamente da incensurati, ma in realtà erano di proprietà della cosca, attiva a Vibo Valentia. Il valore delle due imprese non è stato ancora stimato.
Gestivano il trasporto di malati con ambulanze private e i servizi funerari, gli affiliati alla cosca Lo Bianco di Vibo Valentia. E’ quanto è emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile vibonese che stamani ha portato al fermo di 12 persone, mentre due si sono rese irreperibili. In particolare, secondo l’accusa, i Lo Bianco hanno cercato di acquisire la gestione dei servizi funerari e del trasporto in ambulanza, grazie a una ditta che opera nel settore e che sarebbe, di fatto, di proprietà della cosca.
I Lo Bianco, tramite un’altra società, cercavano di ottenere la gestione delle affissioni pubblicitarie. Entrambe le società sono state sequestrate. A capo della cosca, secondo gli investigatori, c’é Carmelo Lo Bianco, di 78 anni, coadiuvato da Nicola Manco, di 48, e Andrea Mantella, di 38.
A mettere le imprese a disposizione della cosca, sarebbero stati Filippo Polistena, titolare di una ditta di ambulanze private, e Francesco Giurgola, titolare della Multiservice, una ditta di pubblicità.
(Ansa)
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