COSENZA – Ha portato con sé la statuetta, Mauro Fiore, il direttore della fotografia vincitore dell’Oscar con Avatar, ricevuto stamani a Cosenza dal Presidente della Provincia, Mario Oliverio. Nel corso dell’incontro Fiore ha ricordato come “la macchina fotografica è diventata una passione al liceo. Poi ho studiato cinema. Amavo la fotografia e la musica che ho portato nel cinema”.
Ora Fiore, secondo quanto ha reso noto, è impegnato sul set di un nuovo film a Detroit con Steven Spielberg.
Rivolgendosi ai tanti giovani presenti all’iniziativa ha aggiunto: “Vorrei dire che tutto è possibile nella vita. E dico che non è un sogno, ma un lavoro di passione, di anni che ci ho messo in questa carriera”.
Fiore ha poi evidenziato la particolare accoglienza ricevuta ieri sera a Marzi, suo paese natale. “Ho trovato quaranta statuette che hanno segnato il mio percorso e poi in municipio c’era tanta gente nonostante la pioggia. Durante la manifestazione ho sentito tanta emozione”.
Emozionato e sorpreso ha sottolineato il calore dei calabresi e spiegato i due mondi diversi in cui vive. “Ad Hollywood – ha aggiunto – è stata una cosa diversa. Sono andato a prendere l’Oscar con mia moglie in macchina. E’ una cosa privata e poi il giorno dopo non abbiamo sentito niente. Qui, ho visto che è una cosa grandissima. Questa gioia delle persone mi hanno fatto sentire l’appartenenza all’Italia e al luogo dove sono nato”.
“Mi è venuto il sentimento dal cuore”, ha spiegato poi in merito a quel ‘Viva L’Italia’ pronunciato nella notte degli Oscar. Mauro Fiore ha dedicato il premio ai suoi genitori e raccontato la storia della sua famiglia.
“Mia madre e mio papà – ha detto – sono andati in America con quattro valigie. Arrivati come emigranti hanno creato il nostro futuro. Avevo sette anni. Ho fatto qui la prima elementare. Per me è stato anche un sogno arrivare in America perché sono arrivato qui e ricordo i primi giorni le luci di Chicago”.
(Ansa)
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