ROMA – Il ritardo del Governo nel commissariare la sanità in Calabria “sembra davvero assurdo, inspiegabile ed ingiustificabile”. A sostenerlo è la parlamentare del Pdl Angela Napoli in una interpellanza al Presidente del Consiglio, ed ai ministri della Salute, della Giustizia e dell’Economia, in cui sottolinea che il “provvedimento è stato attuato per le altre Regioni, il cui disavanzo è sicuramente inferiore a quello calabrese”.
La parlamentare chiede quindi di sapere “quali i motivi che fino ad oggi hanno impedito il Commissariamento della sanità in Calabria, se sono in corso da parte della magistratura adeguate indagini per accertare le responsabilità degli appalti illegittimi e/o illeciti posti in essere dalle Aziende sanitarie e ospedaliere e se non ritengano necessario, urgente ed inderogabile procedere al commissariamento della sanità calabrese”.
Angela Napoli ricorda che “più volte da parte di fonti governative è stata manifestata la necessità di decretare il commissariamento del sistema sanitario in Calabria. Nel maggio del 2009 lo stesso Presidente del Consiglio aveva annunciato il commissariamento”.
“La Corte dei Conti regionale – afferma la deputata – già nel marzo 2008, ha bocciato la sanità calabrese sottolineando, tra l’altro, ‘la sovraesposizione del finanziamento a fronte di indici di attivita’ e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezzà.
Nonostante ben due advisor non fossero riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo è stata persino concessa alla sola Regione Calabria la proroga-diffida di ulteriori settanta giorni per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale”.
“Nel settembre 2009 – prosegue Angela Napoli – la precedente Giunta regionale, composta da una coalizione del centrosinistra, ha approvato il cosiddetto ‘Piano di rientro’ per il risanamento del deficit, tradotto di fatto in una mera dichiarazione di intenti, di fronte al quale è apparso inspiegabile il mancato commissariamento del settore della sanità calabrese.
Intanto definiva acquisizioni di prestazioni ospedaliere dalle strutture private che non rinnovavano i contratti ai propri dipendenti da circa cinque anni ed autorizzava ben 333 assunzioni nelle aziende sanitarie ed ospedaliere. Il Presidente della Regione del tempo Loiero è stato persino nominato commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria”.
“Il nuovo Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti – afferma la Napoli – insieme alla nuova Giunta, si trova oggi ancora di fronte all’impossibilità di definire un adeguato ‘Piano di rientro’ visto che Kpmg non ha definito la esatta quantificazione del disavanzo, il che impedisce l’individuazione degli interventi necessari per bloccare gli sprechi che hanno causato l’enorme disavanzo in questione. Contemporaneamente la Corte dei Conti regionale ha citato la Regione per oltre 95 milioni di euro”.
(Ansa)
2 commenti
adriana 10 giugno 2010 alle 11:33
ha ragione la dott.ssa Napoli perche il governo abbandona il governatore Scoppelliti e non gli permette di cercare di rinnovare la sanità calabrese cominciando dai direttori generali.mi auguro che il governtore mantenga le promesse niente imposizioni politiche.dare spazio ai giovani
claudia 9 giugno 2010 alle 19:43
E’giusto,dare una svolta definitiva,alla Sanità Calabrese.
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