FIRENZE – E’ assolutamente negativo il giudizio sul ddl Alfano per le intercettazioni del procuratore aggiunto del tribunale di Reggio Calabria Nicola Gratteri. “L’unica cosa che andava fatta e modificata era quella sulla fuga di notizie. Il resto è un grosso danno alle investigazioni”.
Parlando a margine di un suo intervento al Consiglio straordinario della Provincia di Firenze, Gratteri ha ricordato che oggi “ci sono mezzi tecnici con i quali è possibile stabilire l’ora, il minuto e il secondo in cui un file audio passa da un pc ad una chiavetta usb o ad un cd”.
Secondo Gratteri, inoltre, le intercettazioni “sono il metodo più economico e garantista per sapere dove va una persona”.
Per seguire una persona, infatti, ci sono due metodi “intercetti il suo telefono con un costo di 11 euro per 24 ore – ha concluso Gratteri – o faccio un pedinamento che costa 2-3 mila euro”, senza dimenticare che l’intercettazione è anche il metodo più garantista “perché è la voce degli indagati che forma la prova”.
“Le mafie sono presenti dove c’é da gestire denaro e potere, e certo la Toscana non è immune da questo”.
Ne è convinto il procuratore aggiunto del tribunale di Reggio Calabria Nicola Gratteri per il quale, ormai, “le mafie non sono più un problema solo del Meridione né dell’Italia, ma sono un problema del mondo occidentale” e, per questo, occorrerebbe “intervenire normativamente creando un’omologazione dei codici quanto meno a livello europeo”, ha concluso il procuratore parlando a margine del suo intervento al Consiglio della Provincia di Firenze.
(Ansa)
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