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Gratteri sarebbe stato spiato da un magistrato – Lo scrive “il Quotidiano” riferendosi alle dichiarazioni di un detenuto

REGGIO CALABRIA – Ci sarebbe un magistrato dietro la microspia trovata nell’aprile del 2007 in un ufficio della Procura di Reggio Calabria utilizzato dal pm Nicola Gratteri, uno dei più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, per parlare con gli ufficiali della polizia giudiziaria. Lo scrive oggi il Quotidiano della Calabria.

Secondo quanto riporta il giornale, un detenuto legato al clan di Pasquale Condello, detto il ”supremo”, parlando dell’episodio con i familiari in carcere, l’estate scorsa, avrebbe detto “gliel’ha messa …” facendo il nome del magistrato.

Il colloquio sarebbe stato intercettato dalla polizia penitenziaria e il verbale inviato alla Procura di Catanzaro che indaga sull’episodio essendo competente per i fatti che riguardano i magistrati reggini.

Al momento, comunque, non ci sarebbero riscontri.

(Ansa)

1 commento

  1. anonimo 1 luglio 2010 alle 11:18

    come si puo’ pretendere di contrastare una orgnizzazione come la ndrangheta con questi presupposti.

    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. CORROTTI ANDATE A CASA COME FATE LA NOTTE A METTERE LA TESTA SUL CUSCINO? NON PENSATE ALLA GENTE ONESTA CHE SI ROMPE IL () TUTTO IL GIORNO X CERCARE DI FARE STARE BENE LA GENTE ONESTA.

    IMPICCATEVI.

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