mer, 08 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 17 ospiti, 6 bot

Le mani della ‘ndrangheta sulle regioni del centro nord – Una minaccia per l’economia legale

MILANO – Gli appalti pubblici e l’edilizia, soprattutto; ma anche la realizzazione e la gestione di grandi strutture commerciali e logistiche, in modo da controllare l’intera filiera imprenditoriale. E ancora: il turismo, il ciclo dei rifiuti, la produzione e la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, la realizzazione di impianti per la produzione di energia alternativa.

Le mani delle cosche, dicono gli investigatori che da anni studiano i movimenti delle ‘ndrine calabresi, si sono ormai allungate da tempo sulle regioni centro settentrionali, arrivando a minacciare seriamente l’economia legale grazie all’enorme quantità di denaro contante a disposizione, proveniente dal narcotraffico, dall’usura e dalle estorsioni.

Se infatti le cosche mantengono un forte legame con il territorio d’origine, grazie agli stretti legami di natura parentale, i loro interessi si sono estesi a macchia d’olio in quelle regioni dove circola denaro in abbondanza: Lombardia, innanzitutto, ma anche Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Umbria.

L’enorme quantità di denaro a loro disposizione, complice anche la crisi economica mondiale – sottolineano gli investigatori – ha dato alle ‘ndrine la ”capacità di condizionare ed inquinare l’economia”.

Con il denaro proveniente dal narcotraffico – le cosche calabresi sono le uniche in Italia a trattare direttamente con i colombiani per l’acquisto di cocaina e con i turchi per quello di eroina – le ‘ndrine riescono ad acquistare societa’ in crisi o comunque a mettere in atto forme di concorrenza illecita, attraverso il solito metodo delle intimidazioni e delle estorsioni.

Il quadro che emerge è quello di un’organizzazione criminale, ormai ampiamente radicata nelle regioni centro settentrionali, che investe milioni di euro di provenienza illecita in attività legali – società, centri commerciali, ditte di grande distribuzione, alberghi, negozi – ripulendo di fatto il denaro e trovandosi a disposizione enormi capitali, stavolta ‘puliti’, da reinvestire nella droga.

“Il profilo della ‘Ndrangheta”, scrivono i servizi segreti nell’ultima relazione al Parlamento, “si è ulteriormente consolidato nel rilevamento di aziende in sofferenza, nonché nella gestione diretta d’impresa”. E “parallelamente, il coinvolgimento in termini collusivi di circuiti professionali, tecnico-amministrativi e imprenditoriali, si è tradotto in veri e propri ‘comitati affaristici’, finalizzati a veicolare gli interessi mafiosi verso i settori d’intervento più remunerativi”.

E’ quello che, hanno scoperto gli investigatori, sta accadendo per l’Expo 2015. I settori principali d’intervento delle ‘ndrine restano comunque quelli classici: la conquista degli appalti per le opere pubbliche – la Tav e il ponte sullo Stretto, l’ammodernamento della rete autostradale – e il tentativo di monopolizzare l’intero processo edilizio, dunque dalle cave agli inerti, dai trasporti ai moli fino ai subappalti. E’ in questi due settori che, annotano gli 007 nella loro relazione, la presenza della ‘Ndrangheta e’ “diffusa e pervasiva”.

Ad esempio in Lombardia, soprattutto a Milano, “dove sono emerse progettualità di inserimento criminale nella gestione delle opere infrastrutturali più importanti, tra cui l’Expo”. E in Piemonte, “attraverso società edili variamente collegate alle cosche crotonesi”.

Le indagini e gli arresti dell’ultimo anno non hanno fatto altro che confermare questa tendenza. Cinque sono i boss di ‘Ndrangheta di altissimo spessore, tanto da essere inseriti nella lista dei trenta latitanti piu’ pericolosi (Giovanni Strangio, arrestato in Olanda, Salvatore Coluccio, Antonio pelle, Carmelo Barbaro e Paolo R.De Stefano, preso in Sicilia) catturati nel 2009 e decine sono state le operazioni articolate su tutto il territorio italiano – da Milano a Varese, da Cesena a Potenza, da Roma a Caserta – che hanno ampiamente ribadito quanto gli investigatori sostengono nelle loro analisi: per fermare le cosche bisogna ormai guardare anche dentro l’economia legale.

(Ansa)

1 commento

  1. anonimo 3 luglio 2010 alle 23:59

    ancora non si e visto niente, il bello dv ancora arrivare …..

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.