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Operazione “Giano”, sei arresti e sequestro di beni – Favorivano le attività illecite della cosca Cordì

REGGIO CALABRIA – E’ in corso un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria per l’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse contro altrettante persone accusate di essere contigue, favorendone le attività illecite, alla cosca Cordì di Locri della ‘ndrangheta. I provvedimenti restrittivi, emessi dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria, sono in esecuzione a Locri e a Melito Porto Salvo, nel Reggino.

Le persone coinvolte nell’operazione, denominata Giano, sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso e di altri reati, tra cui usura, frode in esecuzione di contratto d’appalto, truffa aggravata ed intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità mafiose perché commessi per favorire la cosca Cordì di Locri.

Nell’ambito della stessa operazione sono state sequestrate alcune imprese commerciali ed il loro patrimonio aziendale, per un valore complessivo di mezzo milione di euro.

Ci sono anche una Ferrari e una Cadillac tra i beni sequestrati. Le due vetture si trovano nei due punti di vendita di Locri e Melito Porto Salvo della società Auto Fashion riconducibile, secondo quanto riferito dagli investigatori, alla cosca Cordì. Sequestrate anche due moto di grossa cilindrata e due moto d’acqua.

Le indagini, che si sono concluse con l’operazione di stamattina, erano state avviate nell’ottobre 2009 e rappresentano la prosecuzione dell’attività investigativa, denominata Shark, che nel settembre dello scorso anno aveva portato all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere di tipo mafioso (con l’aggravante di essere associazione armata) finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui rapine, estorsioni, usura, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi e altro.

Nell’ambito dell’operazione Shark erano state fermate anche due persone indiziate di essere capi e promotori dell’associazione mafiosa ed erano stati sequestrati a Locri un’agenzia di mediazione immobiliare e un negozio riconducibili alla cosca Cordì.

Nell’operazione Giano sono stati impiegati 70 carabinieri del Gruppo di Locri, con il supporto di militari dello Squadrone eliportato carabinieri Cacciatori Calabria.

(Ansa)

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