CROTONE – Syndial non ha più intenzione di aspettare. Mercoledì 7 luglio scade il termine di novanta giorni per lo stoccaggio sulla discarica ex Fosfotec dei rifiuti provenienti dalla pulizia dell’arenile sottostante. Si tratta di due cumuli, per complessivi cinquecento metri cubi, che contengono, tra le altre cose, scorie fosforose con una carica radioattiva superiore alla media naturale (pietre grigio-celeste) oppure suscettibili di autocombustione se sollecitate meccanicamente (pietre rosse).
Per questo motivo Arpacal e Provincia avevano chiesto alla società di procedere alla vagliatura del materiale prima di trasferirlo in discarica. Ma Syndial non ne vuole sapere, ritenendo di avere dalla sua la legge.
Di conseguenza, come ha annunciato il responsabile per l’Area Sud della società, Felice Azzolini, i rifiuti saranno smaltiti tal quali, cioè senza vagliatura, nei limiti temporali previsti dalla normativa sul deposito temporaneo, avendo già ricevuto, Syndial, la disponibilità da parte dell’impianto di destinazione.
È durato oltre quattro ore il tavolo tecnico convocato giovedì scorso a via Mario Nicoletta per trovare una soluzione al problema dei rifiuti stoccati che si trascina da quasi tre mesi bloccando i lavori di messa in sicurezza d’emergenza dell’arenile.
Syndial si è presentata alla Provincia in forze: oltre ad Azzolini ed al responsabile del sito di Crotone, Silvio Anfossi, al tavolo sedevano Valeria Scasciamacchia (Eni), Chiara Michelotti e Emanuele Betti (Saipem), Alberto Cassiano (esperto di radioprotezione).
Azzolini ha depositato una nota nella quale, oltre a fare una breve cronistoria della discarica ex Fosfotec e degli interventi di messa in sicurezza, avanza alcune osservazioni sull’utilizzo della vagliatura, esponendo le motivazioni per cui non sarebbe possibile effettuarla.
A parte la tempistica che si allungherebbe ulteriormente andando, peraltro, contro le direttive impartite dal ministero dell’Ambiente e ratificate dalla Procura della Repubblica, l’aspetto più rilevante (secondo quanto riporta il verbale dell’incontro) è che la vagliatura comporterebbe un eventuale incremento del rischio radiologico per i lavoratori impegnati nel cantiere, così come potrebbe comportare un aumento del rischio il mancato smaltimento in discarica.
A parere di Syndial non conviene dunque muovere quei cumuli più di tanto, tantomeno tenerli ancora stoccati lì sopra; parere peraltro condiviso, apprendiamo sempre dal verbale dell’incontro, dai due tecnici dell’Arpacal presenti al tavolo: Francesco Motta e Luisa Ferro.
Anche Provincia e Comune, rappresentate, la prima, dal dirigente dell’ambiente Alfredo Voce e dai funzionari Francesco Galea e Beniamino Noce; il secondo da Franco Milito, si sono dichiarati in linea di massima concordi con le osservazioni di Syndial, o meglio, con quanto dichiarato dai tecnici Arpacal, anche se va da sé che dallo stesso verbale (come abbiamo già detto) si apprende che i due rappresentanti dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente hanno ritenute "accoglibili le motivazioni esposte da Syndial".
Insomma: se Arpacal la pensa come Syndial, e Comune e Provincia sono in sintonia con la prima, significa che anche tra la controllata di Eni e i due Enti locali c’è assonanza di vedute, nel senso che lo smaltimento immediato dei cumuli, destinati ad una discarica toscana, gli sta bene, anche se con la prescrizione di tenere presente in fase di movimentazione e di smaltimento in discarica, che in quei cumuli ci sono scorie con una radioattività più alta di quella che si riscontra in natura e materiale suscettibile a fenomeni di autocombustione se sottoposto ad azione meccanica.
A proposito di pietre rosse incendiarie! Il responsabile Syndial di Crotone, Anfossi, ha chiarito che "il materiale in questione produce fenomeno di autoaccensione solo se sottoposto a temperature superiori a 400º C".
Francesco Pedace
ilcrotonese.it
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