LAMEZIA TERME – Senatore della Repubblica, presidente di una importante società aeroportuale e capo indiscusso di un colosso del cemento. Vincenzo Speziali, senatore del Pdl a ottant’anni è tutto questo. Una energia inesauribile, la sua, tanto che nei pochissimi ritagli di tempo riesce finanche ad indossare la toga dell’avvocato difensore. L’ultima volta a pochi giorni dalla sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa del suo amico fraterno Marcello Dell’Utri.
"Conosco il senatore Dell’Utri come persona onesta e di grande spessore intellettuale. E questa sentenza porta allo scoperto le falle di un sistema giudiziario inquinato dalla militanza politica. È preciso dovere del Parlamento italiano, legittimato dalla sovranità popolare, ricondurre nel giusto binario le dinamiche che rego-lano i rapporti e le prerogative tra i diversi poteri dello Stato".
Insomma una poderosa sistemata alla magistratura e un sostanziale riequilibrio dei poteri dello Stato, il senatore eletto in Calabria li rivendica. Ma quando si parla di incompatibilità e dei conflitto di interessi tace. E qui la storia va raccontata tutta, anche nei suoi aspetti più tragicomici, quello del familismo più sfacciato che segna la politica e l’amministrazione pubblica in Calabria.
È il 12 luglio quando il senatore viene eletto, dopo una concitata riunione del consiglio d’amministrazione, presidente della Sacal, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme, uno degli scali più importanti del Sud con il suo milione e mezzo di passeggeri ogni anno e 18 milioni di euro di fatturato.
A votare a favore del senatore Speziali c’è anche il figlio Giuseppe che siede nel Cda in rappresentanza della società Aeroporti di Roma. Il papà senatore è stato nominato dalla Regione Calabria, il figlio da un colosso privato, si vota e l’ingegnere-senatore Vincenzo Speziali viene eletto presidente.
La carica più alta al vertice di un’azienda che nei prossimi mesi maneggerà un vero tesoretto: 60 milioni di euro dei fondi Por e Pon per la ristrutturazione dello scalo e l’ampliamento delle piste d’atterraggio. Ma non solo questo: attorno all’aeroporto di Lamezia ci sono migliaia di ettari pronti ad essere cementificati per la costruzione di alberghi, uffici e centri commerciali.
E qui scattano due problemi per il senatore: il primo è la sostanziale incompatibilità tra la carica pubblica e quella di presidente della Sacal, sancita dall’articolo 2 della legge 60 del 12 febbraio 1953, che parla chiaro: "I membri del Parlamento non possono rivestire cariche, né esercitare funzioni di amministratore o di presidente in enti che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria direttamente o indirettamente".
Ma in Calabria la chiarezza delle leggi è una flebile opinione. E veniamo al capitolo conflitto d’interessi: non si tratta dell’unico problema, il gruppo industriale che fa capo all’ingegnere senatore e ai figli, Giuseppe e Antonio (quest’ultimo coinvolto nello scandalo delle concessioni per gli impianti eolici), rischia di monopolizzare l’intero aeroporto di Lamezia.
Il papà senatore presidente, il figlio ingegnere nel Cda, cosa accadrà quando si tratterà di decidere sui 60 milioni di investimento, oppure sull’acquisto dei materiali (in buona parte prodotti dal gruppo Speziali) che servono per la manutenzione quotidiana di piste e hangar?
"Scoppierà un clamoroso conflitto d’interessi", dicono fonti dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme. Il Comune è socio di maggioranza relativa col 21% delle quote e si è opposto alla nomina di Speziali, la parola sull’incompatibilità del senatore e sul suo conflitto d’interessi passerà ai tribunali.
di Enrico Fierro
Il Fatto Quotidiano
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