COSENZA – “Abbiamo messo mano in uno dei quartieri più degradati di Cosenza”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri, circa l’operazione compiuta stamani da polizia e carabinieri. “Una sorta – ha aggiunto – di luogo inacessibile, sottratto al controllo delle forze dell’ordine. Non a caso questo pezzo di città viene denominato ‘far west’, proprio per indicare la difficoltà di garantire la legalità.
Contestualmente agli arresti con molte difficoltà stiamo procedendo alla demolizione di una serie di opere abusive sorte proprio a ‘difesa’ di questa enclave: dai dossi, distribuiti lungo il percorso che conduce alla zona, per meglio controllare il territorio, alle costruzioni in muratura, una specie di piccole casupole, utilizzate dalle vedette per sorvegliare gli ingressi e le uscite dal quartiere. L’operazione di oggi è figlia di una lunga e approfondita analisi fatta sul fenomeno del cosiddetto cosiddetto ‘cavallo di ritorno’”.
“Abbiamo, allora, predisposto – ha proseguito Granieri – un servizio di intercettazioni sia ambientali che telefoniche e scoperto che per la restituzione del mezzo i derubati erano costretti a pagare dalle 800 alle 2000 euro e che a compiere i furti erano sempre le stesse persone.
Ad agire, dunque, il gruppo criminale che abita il quartiere dei rom in via degli stadi. E’ qui che le automobili ‘utilizzate’ per il cavallo di ritorno alcune volte venivano portate, in attesa che il proprietario si facesse sentire per patuire il ‘compenso’ per la restituzione”.
“La cosa che più mi amareggia – ha concluso – è che tra le vittime dei furti vi sono molti professionisti che, chiamati a rispondere alle nostre domande, hanno negato di aver pagato la ‘tangente’”.
(Ansa)
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