REGGIO CALABRIA – Dopo le auto in fiamme, i negozi saltati in aria, i commercianti taglieggiati, le intimidazioni, le bombe ai magistrati e un Comune allo sbando (giusto per usare un eufemismo), ci mancava solo l’asilo in fiamme. Benvenuti a Reggio Calabria città metropolitana, o se preferite nella Reggio bella e gentile, giusto per non fare torto a nessuno.
Se in una città, cosiddetta civile, si arriva ad incendiare un luogo deputato ad accogliere dei bambini, allora siamo davvero ai titoli di coda. L’unica speranza è che prima o poi qualcuno esca fuori con il cartello: sorridi, sei su scherzi a parte!
Nel frattempo accontentiamoci dell’ormai collaudato rituale degli attestati di solidarietà e delle manifestazione di condanna, che anche nel caso dell’incendio dell’asilo comunale “De Gasperi” di Condera non tardano ad arrivare.
«Su fatti del genere, che mortificano le coscienze " sostiene il sindaco Giuseppe Raffa ", non basta più la semplice condanna. Occorre invece rivedere i comportamenti dell’intero corpo sociale che rischia di diventare refrattario a gesti che stanno distruggendo il volto civile di Reggio. Le varie componenti della città hanno il dovere di avviare un’approfondita riflessione.
Come nella lotta alla ‘ndrangheta e a tutte le altre forze dell’antistato, l’attività repressiva deve riguardare anche i cosiddetti reati predatori e il vandalismo. Per centrare l’obiettivo, è vero, occorre un maggiore controllo del territorio, ma, al tempo stesso, è indispensabile che le istituzioni avviino una più incisiva attività pedagogica».
Dura la presa di posizione dell’esponente di Rifondazione comunista Omar Minniti, secondo cui «l’incendio dell’asilo di Condera è un gesto vigliacco che infanga l’intera città, sul quale è necessario che le forze dell’ordine facciano piena luce. Un gesto che lancia anche un segnale d’allarme sullo stato in cui versano le periferie reggine».
Anche secondo l’esponente rifondarolo «non basta la sola condanna. La politica e le istituzioni devono intervenire per restituire decoro, socialità e prospettive a una periferia che altrimenti rischia di virare sempre più verso il modello delle “banlieu” francesi, se non delle “favelas” sudamericane. Con l’aggravante che qui a dettare legge non ci sarebbero bande contrapposte di criminali comuni bensì la ‘ndrangheta».
Per Elisa Gambello della Flc-Cgil «si è arrivati a un livello di barbarie inaccettabile. Non c’è una spiegazione per questo gesto inqualificabile. Mi chiedo, a chi giova danneggiare un asilo? Alla fine ad essere penalizzati saranno solo i bambini e le loro famiglie.
La scuola è veramente sull’orlo del baratro. Non escludo che questo potrebbe essere un atto di ritorsione, una manifestazione estrema di protesta, da parte di qualche vittima dei tagli effettuati dalla riforma scolastica».
Il presidente del Consiglio provinciale e consigliere regionale di Italia dei Valori, Peppe Giordano, parla addirittura di «bollettino di guerra», facendo un’analisi più ampia dell’escalation criminale in atto in città.
«L’incendio dell’asilo di Condera " afferma Giordano " è un atto indegno che colpisce i più deboli. Sono esterrefatto dalla barbarie che ha mosso le mani e le menti criminali di questi balordi che dimostrano ormai di non volersi fermare a nulla. Reggio è definitivamente alle prese con l’emergenza criminale ed è necessario che le forze dell’ordine facciano piena luce».
Non usa mezzi termini neppure il segretario provinciale dell’Udc Paolo Mallamaci. «Quando la criminalità arriva ad incendiare un asilo comunale " afferma l’esponente centrista " significa che abbiamo raschiato il fondo del barile e siamo arrivati al punto più basso che la civiltà di una città può manifestare.
Serve uno scatto di orgoglio. Minimizzare non serve, anche perché ci troviamo di fronte a una società che non riesce più a indignarsi e vive queste vicende con fatalismo che è il peggiore dei sentimenti. Ora più che mai bisogna alzare la testa e cercare quel riscatto senza il quale le tenebre che avvolgono Reggio saranno sempre più avvolgenti, per la politica, per la società e per l’economia della città».
Infine il presidente della IV Circoscrizione Paolo Brunetti che parla di «grave danno morale che investe, non solo il quartiere di Condera, ma l’intera città. L’auspicio è che da subito gli organi preposti si attivino per rendere nuovamente agibili i locali dell’asilo o di individuare un sito alternativo per poter garantire alla comunità di Condera la fruizione di un servizio indispensabile».
di Domenico Malara
1 commento
Edmondo 3 settembre 2010 alle 13:50
che dire?? … da piangere!!!! e il guaio e’ che andrà sempre peggio :( ;(
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