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Ha ceduto il pontile dell’area ex Sir a Lamezia

Nel terzo trimestre del 2010, ossia tra Luglio e Settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell’opera numero 464, ossia il pontile dell’area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell’amministrazione del comune di Lamezia terme. Il problema è che ieri, 1 Settembre, il pontile non ha retto oltre all’attesa dell’inizio dei lavori, ed è rovinosamente crollato.

Ha ceduto proprio il punto più in prossimità alla riva, che è anche quello più soggetto a spinte, un punto in cui da tempo le travi hanno smesso di esistere e a reggere tutto il carico era rimasta soltanto una soletta in cemento.

È bastato che il tempo, l’erosione dovuta alla salsedine, il vento, le mareggiate facessero il loro mestiere, perché le principali strutture metalliche del pontile -ormai ridotte da anni a miseri lamierini arrugginiti inconsistenti- cedessero provocando una deformazione irreversibile e quindi un crollo inevitabile.

Il cedimento ha riguardato solo la campata più a riva del pontile, ma il processo è tutt’ora in corso ed entro qualche ora, questa parte, precipiterà completamente in mare.

Si potrebbe anche dire che sono immagini che documentano quella che potrebbe definirsi la scena di un crimine da cui è possibile osservare l’esito finale di un delitto annunciato: è vero, non c’è scappato il morto, ma è solo un caso se nessuno, in questo cedimento, si sia fatto del male.

In fondo si è sempre saputo che prima o poi il pontile sarebbe crollato, era stato abbondantemente previsto, eppure nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo. Nonostante sia tutto l’anno preso d’assalto da pescatori e gente alla ricerca di un po’ di relax, il crollo del pontile non ha fortunatamente provocato danni alle persone visto che in quell’esatto momento nessuno si trovava a passarvi sopra.

In passato sono state emanate diverse ordinanze di divieto di accesso ed è stata innalzata perfino una recinzione in blocchi per impedirne il passaggio ma la gente non ha mai smesso di intrattenervisi.

Diversi sono interrogativi adesso: cosa se ne farà adesso del pontile e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Verrà demolito completamente? Verrà lasciato così com’è? Verrà bonificato? Verrà trasformato in qualcos’altro? Verrà lasciato sul fondale perché possa diventare un punto di ripopolamento della flora e della fauna marina?

Visti i divieti mai rispettati, ci chiediamo quante persone siano mai state multate per essere state sorprese a pescare o soltanto a passeggiare sopra al pontile. Sappiamo che all’inizio qualcuno è stato mandato via, poi però si è scelto di lasciare che tutto scorresse come se niente fosse. Perché tanta trascuratezza?

Ad oggi non ci è dato sapere quale sarà lo scenario futuro, o forse possiamo immaginarcelo. Quello che è certo è che questo crollo è la prova della totale mancanza di capacità da parte della classe dirigente e amministrativa di far fronte all’emergenza del territorio; è lo svilimento delle iniziative che provengono dalla società civile, se perfino il concorso di idee sul recupero del pontile è stato realizzato quando ormai non c’era già più molto da recuperare.

Nonostante l’interesse che i vari politici hanno sempre dimostrato " ma solo a parole – per questa struttura, nulla è mai stato fatto per potenziarla o per metterla in sicurezza a tempo debito. E questo nonostante nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dall’amministrazione proprio al pontile sia stata assegnata la massima priorità.

Cos’altro dobbiamo attenderci se questa è la dimostrazione della totale inerzia di cui è capace chi amministra il nostro territorio?

di Marinella La Scala

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