RICADI (VV) – È calato il sipario, in modo definitivo e irrevocabile, sulla legislatura comunale targata Domenico Laria. A pochi mesi dalla sua conclusione naturale, cinque consiglieri di maggioranza hanno, contestualmente, rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Seguiti a catena dai cinque della minoranza.
L’appuntamento, concordato già dallo scorso sabato, era stato fissato per le 8 del mattino. Puntuali, si sono presentati all’ufficio del protocollo Antonino Caracciolo, Francesco Melidoni, Giuseppe Pontoriero, Giulia Russo e Francesco Taccone. Con loro, di conseguenza, hanno rassegnato le proprie dimissioni i consiglieri d’opposizione Nicola Tripodi, Gianfranco La Torre, Michelangelo Mirabello, Carmelo Fazzari e Domenico Francolino.
Si è conclusa, così, un’esperienza amministrativa che, già da questa mattina, con la nomina del commissario farà parte del passato ricadese. Un passato che, comunque, resterà alla storia per i suoi alti e bassi. O meglio per i continui e accesi litigi che hanno colorito la vita della compagine governativa. Che hanno visto ripetute rimodulazioni di Giunta e diverse dimissioni, surrogate con accordi in extremis.
Del resto, in più di un’occasione e ormai da qualche anno, si è rischiata la prematura fine della legislatura. Puntualmente paventata ma, poi, grazie agli accordi della notte, andata invece in fumo.
Dal cappello magico, ad ogni rottura, è sempre saltato fuori un accordo per andare avanti. Un andirivieni che ha visto l’ormai ex sindaco Laria rimodulare la Giunta in base ai propri e agli altrui umori del momento che, però, dopo qualche mese traballavano.
Questa volta la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il quasi azzeramento dell’organo esecutivo. Venerdì scorso, Domenico Laria ha spedito il messo comunale a casa di Paolo Morabito, assessore esterno allo Sport e al Bilancio, Antonino Caracciolo, assessore all’Agricoltura, Francesco Melidoni, vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e Francesco Taccone ai Servizi Sociali.
Il messaggio recapitato non ha lasciato ombra a dubbi. Dopo essere stato messo in minoranza, nel consiglio comunale dello scorso 18 agosto, da quelli che pensava essere i suoi alleati, ha bevuto l’amaro calice e ha dato loro il ben servito. Una mossa non digerita che non ha lasciato spazio ad alcun ipotetico accordo di fine legislatura.
Neanche all’estremo tentativo domenicale di Domenico Laria di coinvolgere, in Giunta, i consiglieri di minoranza. Che, «a pochi mesi dalla fine della legislatura e senza gli strumenti finanziari per invertire la disastrata rotta dell’Ente» hanno alzato un muro di gomma.
Per tutta la giornata di ieri, nelle piazze cittadine, la gente non ha fatto altro che pensare alle imminenti elezioni comunali che si terranno ad aprile prossimo. Si è parlato della responsabilità che gli amministratori, scelti dall’elettorato, sono tenuti ad osservare sia con il sereno che con la tempesta. Si arriverà a quella data guidati da un gestione commissariale che, per ottima che sia, è stata comunque la conseguenza del fallimento della democrazia.
di Concetta Schiariti
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.