ROCCELLA (RC) – Anche nella Locride si può fare filosofia. Anzi, si deve. È proprio un territorio ricco di potenzialità, ma spesso povero di occasioni, la sede giusta in cui il dialogo attecchisce e la riflessione acquista un significato politico. Questo è accaduto a Roccella Jonica il 29, 30 e 31 agosto, durante la prima edizione della Scuola estiva di alta formazione in filosofia dal titolo Riflessi del presente: individuo vs. politica.
Le tre giornate di studio sono state momento di vero dialogo e serrato confronto, cui hanno partecipato più di cinquanta iscritti tra docenti, studenti e cittadini. La necessità di far uscire la riflessione filosofica dall’accademia, l’esigenza di pensare e politicizzare il vissuto quotidiano hanno costituito il basso continuo dell’intera iniziativa.
La riuscita è stata segnata da un genuino fare collettivo, grazie alla mobilitazione di personalità e istituzioni diverse: organizzata dal Liceo Scientifico «P. Mazzone» in collaborazione con l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli e il Centro per la filosofia italiana la Scuola ha goduto del sostegno finanziario dell’assessorato alla pubblica istruzione della provincia di Reggio Calabria e del comune.
Dalla dimensione sociale dell’esperienza fino alla crisi della politica contemporanea i punti più impegnativi del confronto. La lezione d’apertura, di Mario Alcaro, ha proposto un’originale lettura di Tommaso Campanella come precursore del paradigma biopolitico.
In chiave biopolitica anche l’intervento di Ida Dominijanni sull’antropologia berlusconiana: la società italiana, seppur innervata dal biopotere berlusconiano, può ancora attivare processi di riattivazione della libertà.
Giuseppe Cantarano, direttore della Scuola, si è concentrato, invece, sullo svuotamento della politica d’oggi: abbracciando la logica del fare assoluto, produce soltanto perdita di valori e disincanto. Su questa scia l’atteso contributo di chiusura di Pietro Barcellona ha ragionato sul declino della soggettività umana, in termini di morte dell’immaginario, azzeramento del desiderio e assenza di contraddittorio.
Fin qui si è trattato di illustrare alcuni caratteri della crisi del presente e dei suoi effetti biopolitici. Resta da individuare l’origine dell’impasse e le condizioni per superarla. È lecito pensare che sia il modello capitalista il fondo in cui la vita umana è tenuta sotto scacco: proprio oggi le più importanti doti della nostra condotta, come il linguaggio e le relazioni sociali, sono diventate il fulcro della produzione di beni e servizi e, quindi, sono oggetto di governo imprenditoriale.
Pratiche di incontro simili a quella roccellese rappresentano una modalità di comunicazione pubblica scardinata da questi meccanismi. Già la tavola rotonda conclusiva è stata l’occasione per discutere delle prossime edizioni.
Della possibilità di far interagire la riflessione con altri linguaggi, come quello cinematografico, dell’importanza di approfondire senza rinchiudersi e di coinvolgere senza disperdersi, della forma politica e sociale che la filosofia deve assumere per coniugarsi alla nostra esperienza vissuta.
di Alessandra Mallamo, Angelo Nizza
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