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Arresti cosca Tegano, il procuratore Pignatone: “Estorsione svelata grazie alle intercettazioni” – I cinque fermati condizionavano l’attività di una cooperativa incaricata della pulizia dei treni

REGGIO CALABRIA – ”Non è una operazione dai numeri eclatanti, ma lo è per la qualità e la collocazione criminale dei soggetti coinvolti, che sono di primo piano nella cosca Tegano”. Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, incontrando i giornalisti insieme al capo della Squadra mobile, Renato Cortese, sull’operazione Agathos che ha portato al fermo di cinque persone per estorsione.

“L’indagine – ha aggiunto Casabona – è maturata nel corso delle risultanze che hanno portato alla cattura del boss Giovanni Tegano ed è destinata a lasciare una traccia importante, rappresentando nel contempo l’avvio di una ulteriore attività investigativa in grado di portare a nuovi risultati”.

I fermati, oltre a Michele Crudo, sono Roberto Moio, di 46 anni; Domenico Polimeni (34); Stefano Polimeni (23) e Davide Carmelo Polimeni (36), tutti di Reggio Calabria. I cinque, secondo l’accusa, condizionavano l’attività della cooperativa New Labor, con sede a Reggio Calabria, impresa associata al Consorzio Kalos di Brugherio (Milano) ed incaricata da Trenitalia della pulizia dei treni nella stazione di Reggio Calabria.

Il controllo riguardava anche le assunzioni ed i licenziamenti delle maestranze e le relazioni sindacali all’interno dell’azienda. Ogni mese la società, secondo quanto é emerso dalle indagini, era costretta a versare dai 20 ai 25 mila euro di tangente.

“E’ stato grazie alle intercettazioni – ha spiegato il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone – che siamo riusciti a svelare l’estorsione, che in due occasioni abbiamo riscontrato materialmente, grazie a controlli effettuati immediatamente sugli indagati, che sono stati trovati con ancora addosso la somma di denaro appena estorta”.

In particolare, Michele Crudo e Domenico e Stefano Polimeni erano riusciti a farsi assumere dalla cooperativa, “ma il loro primo pensiero – ha detto Pignatone – non era sicuramente quello di andare a pulire i treni per conto della New Labor”.

Pignatone ha inoltre rivelato che la stessa impresa pagava tangenti per i servizi effettuati anche a Roma e Bari, dove era titolare di un analogo appalto.

(Ansa)

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