REGGIO CALABRIA – ”La gran parte dei poliziotti che lavorano a Reggio Calabria, giornalmente, devono combattere due atavici nemici: la criminalita’ e la mancanza di mezzi per combatterla”. Lo afferma, in una nota, il sindacato di polizia Siap. ”Per mezzi – si precisa – non intendiamo tecnologia all’avanguardia, ma anche spesso semplici computers, edifici e uffici idonei a poter svolgere le attivita’ ”normali” di Polizia, veicoli funzionanti, la carta per stampare gli atti, le lampadine per illuminare le stanze, i riscaldamenti, o forse e’ chiedere troppo?”.
La segreteria provinciale del S.I.A.P. di Reggio Calabria, alla luce dell’esito della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Reggio Calabria, che si e’ pronunciata sull’invio dell’esercito in citta’, dopo le minacce al procuratore Pignatone, ”esprime comunque le proprie perplessita’ circa eventuali militarizzazioni delle strade e delle piazze reggine.
E’ necessario a nostro avviso, invece, – scrive il Siap – potenziare le forze dell’ordine gia’ presenti sul territorio e usare con oculatezza le risorse economiche mirate a rinvigorire le energie lavorative degli operatori che, a volte, invece, sono ridotte al limite minimo dell’efficacia, tenute a galla solo da quella voglia di essere poliziotti che non sempre viene presa in considerazione da chi deve garantirsi fama e carriera facendo sfoggio dei risultati di chi lavora ”per strada”, sui giornali e in televisione, dimenticandosi spesso anche del rispetto delle elementari norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Noi crediamo che sia ancora possibile salvaguardare i diritti dei cittadini e garantire la democrazia, condizioni necessarie per il vivere civile nel rispetto della legalita’ e del prossimo, poliziotto compreso”.
(Asca)
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