SAN FILI (CS) – Fiamme d’inferno. È notte fonda quando San Fili, affascinante borgo medievale, viene svegliato dall’inusuale chiarore e dall’odore acre sprigionati dalle lingue di fuoco che avvolgono il palazzo municipale. È come se d’improvviso il “paese delle streghe” " così viene definito per via d’una antica leggenda " fosse costretto a fare i conti con un evento misterioso e soprannaturale. Le luci delle abitazioni s’accendono una dietro l’altra e la gente corre in strada per capire cosa stia accadendo.
In giro, però, non ci sono spiriti malvagi e entità demoniache intenti a spargere il terrore. Il Comune brucia come un tizzone solo perchè qualcuno ha cosparso di benzina la stanza del Sindaco e quelle che ospitano l’ufficio tecnico. Streghe e folletti, in questa fredda sera di dicembre, sono rimasti a dormire.
Il primo cittadino, Ottorino Zuccarelli, svegliato di soprassalto, sollecita subito l’intervento dei pompieri che, in pochi minuti, arrivano in forze. Pure i carabinieri del capitano Adolfo Angelosanto corrono a dar manforte ai soccorritori. Sull’origine dolosa dell’incendio nessuno nutre immediatamente dubbi: all’interno dello stabile ci sono cinque taniche che profumano di benzina.
Ma c’è pure un portafoglio, perso da uno degli attentatori appena fuori l’ingresso dell’immobile. È la prova “regina” " così un tempo si diceva in Diritto " che inchioda Francesco Belmonte, 42 anni, commerciante del luogo.
Mentre i vigili del fuoco lottano per domare le fiamme, gl’investigatori dell’Arma vanno a cercare il quarantaduenne, che non trovano a casa ma in ospedale. Nella sala del Pronto soccorso del nosocomio dell’Annunziata di Cosenza, Belmonte c’è finito in compagnia.
Con lui c’è infatti Franco Talarico, 44 anni, geometra dell’ufficio comunale di San Fili. Entrambi presentano ustioni di secondo grado al petto, al volto e alle braccia. Nel compiere il raid notturno si sono bruciati.
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di Arcangelo Badolati
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