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Operazione Delta, volevano acquistare il pontile dell’ex Sir – Alcune ditte di Iannazzo hanno realizzato gli impianti di videosorveglianza nell’ambito del Pon Sicurezza

LAMEZIA TERME – Il tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato nove delle dodici ordinanze emesse dal giudice delle indagini preliminari, Carlo Fontanazza, il 15 dicembre scorso nell’ambito della cosiddetta operazione “Delta”, nel corso della quale furono tratti in arresto e messi in carcere Pietro Iannazzo, 34 anni, Pierpaolo Muraca, 24 anni, mentre agli arresti domiciliari furono posti l’imprenditore Raffaele Misuraca, 66 anni, sua figlia Caterina Misuraca, 34 anni; Giuseppe Bilotta, 35 anni; Roberto Persico, 37 anni, allenatore della Virtus Sambiase; Gianluca Cugnetto, 34 anni; Antonio Renda, 53 anni, Pasqualino Renda, 45 anni, Gennaro Renda, 57 anni; Giuseppe Fabio Cristiano, 42 anni; Francesco Muraca, 35 anni, revisore dei conti del comune.

I giudici del riesame, ai quali gli avvocati si erano rivolti, dopo la conferma dei provvedimenti da parte del gip per ottenere la remissione in libertà dei loro assistiti, ieri pomeriggio hanno emesso il dispositivo con il quale hanno revocato l’ordinanza del magistrato lametino.

In libertà sono tornati Pierpaolo Muraca, che era rinchiuso nel carcere lametino, difeso dall’avvocato Lucio Canzoniere; Raffaele Misuraca, sua figlia Caterina, Antonio Renda, Pasqualino Renda, Gennaro Renda, difesi dagli avvocati Teresa Bilotta e Lucio Canzoniere; Gianluca Cugnetto, difeso dall’avvocato Antonio Larussa; Giuseppe Fabio Cristiano, difeso dall’avvocato Canzonieri; e Francesco Muraca, difeso dagli avvocati Canzionere e Lucia Caruso.

Al momento non si conoscono le motivazioni delle decisioni dei giudici del riesame di Catanzaro. Gli avvocati dagli indagati avevano chiesto come prima istanza l’annullamento dell’ordine e la remissione in libertà dei loro assistiti per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e in subordine la riforma dell’ordinanza per le insussistenti esigenze cautelari.

Nei prossimi giorni conosceremo le motivazioni che hanno indotto i magistrati del tribunale della liberta ad annullare l’ordinanza messa il 15 dicembre scorso.

Così come nei prossimi giorni i giudici del riesame valuteranno le istanze prodotte dagli avvocati in relazione alle posizioni di Iannazzo, attualmente richiuso in carcere, Giuseppe Bilotta e Roberto Persico. Questi ultimi posti agli arresti domiciliari.

Tutti sono accusati di intestazione fittizia di quote e beni di società. Tra gli indagati tre funzionari di due banche che operano in città. Ad arrestarli furono gli uomini della polizia di Stato in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Secondo l’accusa l’elemento principale dell’impresa criminosa era Iannazzo, che si serviva come suo alter ego di Pierpaolo Muraca, ora rimesso in libertà dai giudici del riesame.

Secondo gli inquirenti, gli strumenti del livello occulto di Iannazzo erano le società Deltavi Costruzioni srl, Emmedue srl e Coeme srl, società con assunzione di importanti lavori pubblici su Lamezia, come la realizzazione degli impianti di video-sorveglianza nell’ambito del progetto Pon, e nei comuni dell’hinterland.

Il vero dominus di queste società, spiegò il procuratore Vitello, «era Iannazzo» che, così come emerge dagli atti investigativi, era riuscito anche ad inserirsi nella realizzazione della discarica di Pianopoli, così come anche di imponenti opere realizzate nell’area ex Sir e nella costruzione di un centro commerciale. Dagli atti emerge che alcuni degli indagati erano interessati anche alla ricostruzione del pontile dell’area industriale dell’ex Sir.

Un particolare dato che emerge da un’intercettazione telefonica tra due degli indagati, nel corso della quale emerge che un signore M.M. era interessato all’acquisto e alla riqualificazione del pontile, nonostante fosse crollato, e che per questo voleva parlare con il sindaco. Nell’intercettazione infatti questa persona, M.M. ha chiesto al suo interlocutore il numero di cellulare del sindaco di Lamezia Terme, ai fini di trovare una soluzione a questa questione.

di Giuseppe Natrella

da gazzettadelsud.it

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