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In Calabria, quando la politica chiede aiuto alla ‘ndrangheta – Le relazioni pericolose tra il consigliere regionale del Popolo della libertà Santi Zappalà e il boss della cosca di San Luca Giuseppe Pellle arrestato mesi dai carabinieri

Andavano in fila, spioni, politici e candidati a rendere omaggio a Peppe Pelle, figlio e erede incontrastato di ‘Ntoni Pelle, detto Gambazza. Stiamo parlando di ‘ndrangheta alta, quella che comanda a San Luca e nella Jonica, ma che sa dettare legge anche nei palazzi della politica. Tutti dal figlio del mammasantissima, perché la novità è questa: in Calabria non sono più i boss che si rivolgono alla politica, ma i politici che chiedono aiuto e sostegno elettorale ai capi della ‘ndrangheta. [ » ]

Omicidio Congiusta, ergastolo al boss – Condanna all’ergastolo per Tommaso Costa e 25 anni di carcere per Giuseppe Curciarello

LOCRI – E’ questa la sentenza della Corte d’Assise di Locri. Regge la tesi dell’accusa del pubblico ministero Antonio De Bernardo che chiude un capitolo drammatico per la storia di Siderno, quello dell’omicidio del giovane imprenditore Gianluca Congiusta, assassinato la sera del 24 maggio del 2005. Un sottile gioco del destino che vede la pronuncia della sentenza a poche ore dal compleanno della vittima, oggi Gianluca Congiusta avrebbe compiuto 37 anni. [ » ]

In manette l’ufficiale amico dei Lo Giudice – Arrestato a Livorno il capitano dei CC Saverio Spadaro Tracuzzi con le accuse di concorso esterno e corruzione. Informava la cosca ricevendo regali da nababbo

REGGIO CALABRIA – Amava la bella vita. Viaggi in aereo, soggiorni in alberghi di lusso in Italia e all’estero, abiti firmati. Si spostava alla guida della Porsche avuta in regalo e quando aveva voglia di guidare una Ferrari non aveva che da chiederlo. Roba da nababbi. Roba che lo stipendio di capitano dei carabinieri non poteva di certo assicurare a Saverio Spadaro Tracuzzi. E allora a soddisfare ogni desiderio dell’ufficiale ci pensava un amico carissimo. [ » ]

Operazione “Bene Comune” e “Recupero” – Un nuovo ciclone ha travolto la cittadina jonica di Siderno

SIDERNO (RC) – L’inchiesta, coordinata dal Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Nicola Gratteri e dal pm Nicola De Bernardo, ha avuto come oggetto l’attività svolta la triade Rumbo – Galea – Figliomeni di Siderno, impegnata in estorsioni, traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, con un solido ponte oltreoceano in Canada, e ha condotto nei giorni scorsi a 53 misure restrittive eseguite dalla Polizia di Stato (Operazione Bene Comune) e dai Carabinieri (Operazione Recupero). [ » ]

Iannazzo organizzava anche l’inaugurazione delle “sue” strade – Negano ogni accusa i primi 5 dei 12 arrestati per intestazione fittizia dei beni al figlio di don Ciccio, boss del quartiere Sambiase

LAMEZIA TERME – Nastri giallorossi come i colori della squadra del Sambiase, il quartiere di Lamezia, tappeti, bibite e finanche i pasticcini. Pietro Iannazzo, reale patron dell’impresa Emmedue che ha costruito Via Delle Rose, si preoccupava dell’organizzazione minuziosa del taglio del nastro. Era il 7 ottobre scorso, e Iannazzo nonostante fosse di fatto titolare dell’azienda se ne stava lontano dal luogo dell’inaugurazione della strada di quartiere, ma si dava un gran da fare perchè andasse tutto per il meglio. [ » ]

Muore in ospedale Nicola Gualtieri dopo l’agguato – Il 29enne era stato colpito da quattro proiettili il 25 novembre scorso in Via Conforti mentre tornava nel carcere di San Francesco

LAMEZIA TERME – È morto Nicola Gualtieri, 29 anni, ferito gravemente la sera del 25 novembre scorso in un agguato di stampo mafioso. Ha smesso di vivere ieri pomeriggio intorno alle 16 nel reparto di rianimazione del “Pugliese” di Catanzaro, dov’era stato trasferito subito dopo le prime cure che gli erano state prestate dai medici del pronto soccorso del nosocomio cittadino. [ » ]

Dirigente comune di Reggio Calabria tenta il suicidio, accusata di reati amministrativi – Ieri sera Orsola Fallara ha avuto un’animata discussione con un consigliere di opposizione. All’uscita ha trovato l’auto scassinata – Nella nottata ha bevuto acido muriadico. Ora è ricoverata in prognosi riservata

REGGIO CALABRIA – "Ho sbagliato e mi dimetto. Chiedo scusa prima di tutto alla mia famiglia e poi a Peppe Scopelliti". La frase della dirigente, Orsola Fallara non lasciava presagire quello che, da li a poche ore, il responsabile del settore Finanze e tributi del Comune di Reggio avrebbe commesso. Oggi quelle parole sembrano un messaggio d’addio. Orsola Fallara ha tentato il suicidio ingerendo un grosso quantitativo di acido muriatico. Il dirigente al centro di alcune delicatissime inchieste della Procura distrettuale antimafia voleva farla finita. [ » ]

‘Ndrangheta e politica, quei fondi del comune finito al figlio del boss Labate – Il bando Carpe diem finanziava progetti turistici. Uno di questi, con un fondo da 90mila euro, è andato a Paolo Labate, figlio del capocosca Michele

REGGIO CALABRIA – "Carpe Diem, ma a favore di chi?". Spontaneo domandarsi i criteri con i quali il Comune di Reggio Calabria, qualche anno fa, ha finanziato il figlio di un boss. In realtà "Carpe Diem" era un bando attraverso cui l’amministrazione di Palazzo San Giorgio, all’epoca guidata dall’attuale governatore della Regione Giuseppe Scopelliti, elargiva contributi comunitari (fino a 100 mila euro a fondo perduto) a giovani reggini che, dopo due giorni e due notti in fila allo sportello, presentavano un progetto legato allo sviluppo turistico della città. [ » ]

Lamezia, trema il mondo delle aziende cittadine – L’inchiesta della procura sulle presunte coperture da parte di 11 imprenditori a favore di Pietro Iannazzo per accaparrarsi appalti pubblici – Coinvolti nell’indagine anche alcuni dirigenti di Sambiase Calcio e Virtus Sambiase attuali e del passato

LAMEZIA TERME – Il mondo imprenditoriale ma anche quello dello sport locale resta allibito dopo gli arresti piombati ieri sulla città. A cominciare da quello di Raffaele Misuraca, figura di spicco dei berlusconiani lametini. L’imprenditore viene accusato dagli inquirenti di avere coperto Pietro Iannazzo, sorvegliato speciale e figlio del boss “Ciccio” ucciso nel ’92 in un agguato mafioso nel suo regno, il quartiere di Sambiase. Il reato contestato a lui ed a tutti gli altri dodici imputati finiti nella rete è di interposizione fittizia di persone. [ » ]

Manette per Pietro Iannazzo figlio del boss – Operazione della procura della Repubblica lametina eseguita dalla polizia di Stato su un giro di appalti, imprese e prestanome – Ai domiciliari 10 persone tra cui l’imprenditore Raffaele Misuraca due anni fa coordinatore provinciale di Forza Italia

LAMEZIA TERME – Tre imprese e una vera e propria squadra di prestanome per mettere le mani sugli appalti pubblici di Lamezia e dell’hinterland. Così avrebbe agito Pietro Iannazzo, 35 anni, imprenditore lametino considerato dagli inquirenti il regista di una serie di operazioni per l’accaparramento di appalti. Iannazzo, figlio del boss Ciccio ucciso nel quartiere di Sambiase 18 anni fa, è stato arrestato. Come il suo socio in affari Pierpaolo Muraca, 34 anni. Ad incastrarli anche una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali. [ » ]