CATANZARO – Un tunnel decisamente senza vie di uscita quello nel quale si sono infilati società e squadra del Catanzaro. Intanto, con i soci già da tempo non interessati alla "ricapitalizzazione", ovvero al ripianamento dei debiti, nessuna alternativa al momento, per salvare il salvabile. Si attende quindi la data del 19 p.v. per dare inizio alla messa in liquidazione della società, una volta che l’assemblea dei soci, appositamente convocata dall’amministratore unico Santaguida, nominerà un liquidatore, al quale spetterà il compito, dopo una serie di adempimenti, di varcare le soglie del Tribunale di Catanzaro ed avviare la procedura fallimentare.
Resta soltanto prendere atto della totale indifferenza da parte dell’imprenditoria locale e non, anche se, avvicinarsi in questa fase all’Effeccì, significherebbe acquisire l’intero capitale sociale, con un versamento immediato del 25% del debito complessivo ed il rimanente 75% entro il 30 aprile.
Il tutto per un ammontare complessivo di circa un milione duecentomila euro. Per quanto concerne, invece, il problema squadra, è quasi certo che la stessa affronterà la trasferta di Mugnano, località alla periferia di Napoli, in programma domenica prossima, in coincidenza con l’inizio del girone di ritorno, trasferta che ancora una volta sarà finanziata dall’amministratore unico Santaguida e dal rappresentante di Tribuna Gianna, Maurizio Ferrara.
Il problema, se mai, riguarderà le successive trasferte (sette), per le quali occorrerà un esborso di circa trentamila euro. Certamente non sarebbe auspicabile un ritiro della squadra; al contrario, ultimare il torneo (risultati e classifica a parte) significherebbe conservare il titolo sportivo, indipendentemente quindi dalla procedura fallimentare, che offrirebbe la possibilità a chi vorrà in seguito acquistarlo, di non ripartire da zero, anzi con grosse possibilità, la prossima stagione agonistica, di un ripescaggio tra i professionisti. Ciò, indipendentemente dalla procedura fallimentare che si andrà ad avviare.
Parlare comunque in simili frangenti è come compiere un volo pindarico.
La realtà è che questo Catanzaro dovrà affrontare il girone di ritorno in ultima posizione, virtualmente a – 4, in considerazione del fatto che entro il prossimo mese di febbraio la Commissione Disciplinare Nazionale comminerà all’Effeccì altri due punti di penalizzazione, in considerazione dell’ultimo deferimento arrivato, afferente la mancata attestazione agli organi federali competenti del pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals, relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di luglio, agosto e settembre 2010.
Se poi aggiungiamo che la società, entro il 15 febbraio certamente non potrà fare fronte al pagamento degli stipendi riguardanti i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2010 ed ai consequenziali versamenti assicurativi e previdenziali, ecco allora certo un secondo deferimento da parte della procura federale ed altri due punti di penalizzazione che sempre la Commissione Disciplinare Nazionale andrà a comminare alla società di Via Barlaam da Seminara, probabilmente entro il prossimo mese di aprile.
Un Catanzaro, allora, che può considerarsi già retrocesso, considerato che i virtuali sedici punti di distacco dalla penultima formazione della graduatoria sono davvero un abisso, in particolare per una squadra, quella "giallorossa" appunto, che nel girone di andata, ovvero nelle prime quindici gare, è riuscita ad inanellare appena tre punti, frutto di altrettanti pareggi (due in casa ed uno in trasferta).
Ritornando alla gara contro il Neapolis, la stessa si disputerà a porte chiuse. Lo si apprende da una nota della Lega Pro, che ha rilevato che la società campana "non ha ancora adempiuto all’adeguamento del proprio impianto sportivo alle normative vigenti".
di Mario Mirabello
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