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Falsi esami, commissione d’inchiesta al traguardo – Conclusa l’attività dell’organismo nominato dal rettore fioccano al Tar i contenziosi innescati dalla revoca delle lauree sospette – Sei avvocati già sospesi hanno presentato ricorso, con loro altri ex studenti. Non ancora fissate le udienze

CATANZARO – Ci sono ex studenti, ma anche laureati che ormai esercitano la professione forense. E che il gup, su richiesta della Procura, nei mesi scorsi aveva temporaneamente sospeso dall’attività in attesa della definizione delle indagini tuttora in corso. Sono il piccolo “esercito” dei sanzionati dall’Università nell’ambito degli accertamenti sui falsi esami alla facoltà di Giurisprudenza. La maggior parte di loro ha impugnato i relativi provvedimenti del rettore al Tribunale amministrativo regionale.

L’ultima raffica di ricorsi sta arrivando alla cancelleria del Tar proprio in queste ore, dopo che le sanzioni sono state formalmente notificate ai destinatari. La Magna Græcia, ancora prima che si concluda l’inchiesta, ha deciso infatti di revocare gli esami sospetti e di annullare le lauree successivamente ottenute dagli ex studenti iscritti nel registro degli indagati.

Gli ultimi ad impugnare i decreti sanzionatori firmati dal rettore Francesco Saverio Costanzo sono stati tre ex studenti di Giurisprudenza che adesso esercitano la professione forense in Calabria e che in passato il gup ha interdetto dall’attività. Contestano la legittimità del provvedimento con il quale sono stati revocati esiti degli esami e titolo accademico, chiedendo al Tar di annullarlo.

Già nei mesi scorsi analoga iniziativa era stata presa da altri tre abilitati alla professione forense. E da un’altra ex studentessa.

Sono complessivamente 7, dunque, i nuovi ricorsi sui quali i giudici saranno chiamati ad esprimersi nelle prossime settimane. E il totale arriva a 10 se si considerano anche i contenziosi con altri tre ex studenti che si sono già visti respingere la richiesta di sospensiva del provvedimento sanzionatorio e che attendono adesso la fissazione dell’udienza pubblica di merito.

Sarà un banco di prova al quale l’Università non vuole presentarsi impreparata: affidati gli incarichi all’Avvocatura dello Stato, nella maggior parte dei casi sono state già depositare memorie difensive e controricorsi nei quali si ripercorrono le tappe della vicenda.

Come noto, l’inchiesta sui falsi esami a Giurisprudenza è partita nel 2007 a seguito di una denuncia della stessa Università, dopo che un docente ha notato l’iscrizione ad una sessione di laurea di una studentessa che era certo non avesse mai superato l’esame della sua materia. Scattarono subito gli accertamenti delegati dalla Procura ai Carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria.

Rastrellando una gran mole di documenti e verificando per ogni caso le firme dei docenti, altarono fuori decine di presunti casi di falsificazione di statini e altri documenti, in modo da fare risultare come superati esami mai effettivamente sostenuti. Finì in manette un funzionario dell’Ateneo, unico indagato nelle fila dell’Università. E furono iscritte sul registro degli indagati decine di studenti, complessivamente oltre 70.

Tutti aspettano da un momento all’altro l’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura. Durante il corso degli accertamenti della Polizia giudiziaria è intervenuto anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, che ha proceduto senza tentennamenti alla radiazione dei propri iscritti ai quali la Procura contesta il coinvolgimento nella vicenda penale.

di Giuseppe Lo Re

da gazzettadelsud.it

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