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Operazione “Decollo ter”, così le ‘ndrine reinvestivano i soldi sporchi – Una società imposta alla multinazionale Lidl per rifornire i supermercati calabresi ripuliva gli incassi del narcotraffico – La Dda di Catanzaro ha ricostruito gli affari delle cosche del Vibonese e dello Jonio reggino. Ventisei arresti

CATANZARO – Rapporti strettissimi con le potenti organizzazioni paramilitari colombiane, fiumi di droga dal Sudamerica all’Australia passando per l’Europa, proventi reinvestiti in attività solo apparentemente lecite. C’è il “marchio di fabbrica” della ‘ndrangheta sui traffici criminali ricostruiti dai Carabinieri del Ros e oggetto dell’inchiesta “Decollo ter”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Dagli atti dell’indagine emerge tutta la potenza delle ‘ndrine calabresi, capaci di trafficare tonnellate di cocaina, investendo i proventi e inquinando il tessuto economico con aziende che sembravano “pulite”.

Ventisette le persone finite in carcere, su ordinanza del gip di Catanzaro Tiziana Macrì che ha accolto i riscontri formulati dai pm Salvatore Curcio e Paolo Petrolo. Gli arresti sono stati portati a termine in Calabria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia, con tredici persone raggiunte dal provvedimento anche in Colombia, Venezuela, Brasile e Spagna; in quest’ultima nazione sono state quattro le persone colpite da un mandato di arresto europeo.

C’è una sola persona sfuggita alla cattura: si tratta di Sebastiano Signati, 44 anni, di San Luca (Reggio Calabria), già latitante nell’ambito di altre operazioni.

I reati contestati a vario titolo dalla Dda vanno dall’associazione finalizzata al traffico internazionale di droga all’estorsione, passando per l’intestazione fittizia di beni e reimpiego di capitali illeciti, tutto “condito” dall’aggravante mafiosa.

La nuova inchiesta parte dai riscontri investigativi di “Decollo” e “Decollo bis” che, nel 2004 e nel 2006, svelarono l’impressionante traffico di stupefacenti gestito in particolare dalla cosca Mancuso di Limbadi, nel Vibonese, con sequestri di droga per centinaia di chilogrammi, uno dei quali avvenuto nel porto di Gioia Tauro dove la cocaina era arrivata in blocchi di marmo.

Addirittura nel 2004, vennero eseguiti 154 provvedimenti restrittivi fra l’Italia, la Spagna, la Germania, la Francia, la Colombia, gli Stati Uniti, l’Australia e il Venezuela, con il sequestro di oltre 5mila chili di cocaina e della documentazione relativa all’importazione di altri 7mila 800 chili.

Nel prosieguo delle attività investigative è stato evidenziato il ruolo della famiglia Mancuso e dei narcotrafficanti Vincenzo Barbieri e Francesco Ventrici, al centro di un giro vorticoso di droga tra Colombia, Brasile, Venezuela, Italia e Australia. Tutto questo, in un contesto che avrebbe visto i Mancuso confederati con altre importanti cosche del Reggino, a partire dalla famiglia Pesce, fino alle ‘ndrine della fascia jonica.

Nel nuovo fascicolo sono finiti anche i tentativi di riciclaggio del denaro sporco, avvenuti fra l’altro con l’imposizione alla multinazionale “Lidl Italia” di una società “fidata” per la gestione in esclusiva del servizio di consegna delle merci in Calabria.

“Decollo ter”, dunque, nasce dalle ceneri dei due “capitoli” precedenti. Ecco perché sono finite in manette le persone rimaste ignote all’epoca dei primi accertamenti e successivamente identificate.

Gli arrestati, ovviamente, sono chiamati a rispondere sia della presunta associazione che di singole ipotesi delittuose: è il caso dei fratelli colombiani Renato Marcel e Sandro Leon Spadei Martinez (germani di Michelangelo Spadei, già condannato a 12 dal gup di Catanzaro), del paramilitare colombiano Rafael Ivan Zapata Cuadros (già appartenente alle Autodefensas Unidas de Colombia capeggiate dall’italo-colombiano Salvatore Mancuso), del colombiano Mauricio Roa Vallarino (identificato nella persona che in un’occasione accompagnò a Roma Javier Gayo Chena quale emissario dei cartelli colombiani riferibili ai fratelli Rico Castillo), degli spagnoli Santiago Martinez Carmona e Martin Gerardo Carballo (incaricati del ritiro a Roma di 495mila euro per conto del cartello dei Rico Castillo).

Ricostruiti anche episodi di consegne di denaro, con l’individuazione dei gruppi che si sarebbero occupati in Europa del pagamento delle somme dovute «a qualsiasi titolo» ai narcos colombiani, premurandosi poi di far arrivare le somme in Sudamerica; accertamenti, quest’ultimi, che si sono avvalsi della collaborazione di due ex narcotrafficanti colombiani e dell’importante ruolo svolto da infiltrati di polizia giudiziaria.

Agli atti della nuova inchiesta, infine, episodi di importazioni di narcotico che il gip di Catanzaro definisce «assolutamente nuovi e non oggetto dell’originaria investigazione»; si tratta dell’importazione di 255 kg di cocaina sequestrati nel porto di transito di Amburgo (Germania), dell’importazione di altri 242 kg di “polvere bianca” sequestrati nel porto di Gioia Tauro il 28 gennaio 2004, degli affari gestiti in Togo e Benin dai narcos colombiani che avrebbero trovato proprio in Africa Occidentale un ottimo centro di stoccaggio della droga destinata all’Europa, e ancora dell’importazione della bellezza di 2mila 591 chili di cocaina scoperti a bordo del motopeschereccio “Alexandra” al largo delle isole Canarie (Spagna) tra il 3 ed il 4 giugno dell’anno 2003.

I 26 arrestati

Vincenzo Barbieri 54 anni, di Limbadi (Vv)

Nestor Amouzou 41,di Ahotissa (Benin, Africa)

Martin Gerardo Carballo 58, di Salamanca (Spagna)

Egdar Ernesto Castillo Rico 57, di Saisama (Colombia)

Giovanny Castillo Rico 54, di Mesa (Colombia)

Rocco Femia 44, di Marina di Gioiosa Jonica (Rc)

Nicola Lucà 33, di Siderno

Orlando Lucà 48, di Marina di Gioiosa Jonica (Rc)

Massimo Martigli 61, domiciliato in Brasile

Santiago Martinez Carmona 46, di Irune (Spagna)

Angelo Merlini 60,domiciliato in Venezuela

Gloria Adriana Osorio Perez 45, di Cali (Colombia)

Francesco Pugliese 41,di San Calogero (Vv)

Antonio Manuel RiveraSoler 65, di Cadice (Spagna)

Mauricio Roa Vallarino 53, colombiano

Natale Scali 50, di Marinadi Gioiosa Jonica (Rc)

Santo Scipione 77,di San Luca (Rc)

Monica Serafini50,di Capraia (Firenze)

Renato Marcel Spadei Martinez 44, colombiano

Sandro Leon Spadei Martinez47, colombiana

Francesco Ventrici 38,di San Calogero (Vv)

Rafael Ivan Zapata Cuadros 54, colombiano

Alba Mercuri38, di Vibo

Annunziato Mercuri39,di Vibo

Giuseppe Mercuri33,di San Calogero (Vv)

Giuseppe Barbieri 26,Vibo Valentia

di Giuseppe Lo Re

da gazzettadelsud.it

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