COSENZA – L’ultima morte in corsia nell’ospedale “Annunziata” di Cosenza rimane una specie di mistero. L’esposto dei familiari di un trantasettenne di Lamezia Terme ha innescato l’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica del tribunale cosentino Giuseppe Cava che oggi sfocerà nell’autopsia. Un accertamento tecnico irripetibile sul cadavere dell’uomo che dovrebbe fornire le prime verità sull’improvviso decesso registrato all’ospedale civile.
È probabile che comunque gli esperti nominati dalla procura chiederanno del tempo per redigere la loro relazione dettagliata sugli esiti degli accertamenti anatomopatologici e istologici necessari per comprendere cosa sia effettivamente accaduto in corsia. L’atto è stato notificato anche ai familiari del defunto e ai due medici dell’”Annunziata” che hanno avuto in cura il paziente lametino prima che spirasse.
L’iscrizione dei due sanitari nel registro degl’indagati rappresenta esclusivamente un atto dovuto proprio a tutela dei “camici bianchi” che potranno così eventualmente affiancare loro consulenti agli esperti nominati dalla pubblica accusa.
La perizia disposta dalla procura cosentina punta ad accertare le cause del decesso del paziente e e se la sua morte sia dipesa in qualche modo da condotte colpose da parte del personale medico che l’ha avuto in cura. Il pubblico ministero Cava ha subito disposto il sequestro delle cartelle cliniche compilate in ospedale. Un provvedimento che è stato eseguito dai detective della sezione della polizia di Stato al servizio della procura diretta da Dario Granieri.
L’ipotesi per la quale si procede è quella di omicidio colposo. Nell’esposto carico di rabbia che reclama verità e giustizia i familiari hanno ricostruito le dolorose tappe del presunto calvario del loro parente. Una storia clinica cominciata a Lamezia.
Nell’ospedale civile della Piana l’uomo sarebbe entrato per un problema alla vista, forse provocato da un agente virale. Le sue condizioni di salute però si sarebbero aggravate in fretta e i medici lametini avrebbero individuato come possibile causa del peggioramento un sospetto sanguinamento dell’aorta. Così i sanitari avrebbero deciso il trasferimento nella più attrezzata struttura sanitaria cosentina.
Ma proprio all’”Annunziata”, secondo quanto sarebbe stato riferito dai parenti nella loro querela presentata all’autorità giudiziaria, i medici avrebbero indirizzato la loro diagnosi verso altre possibili patologie.
Dagli accertamenti disposti a Cosenza, sarebbero emersi segnali di sofferenza riconducibili a uno strappo addominale. Ma in prima analisi sarebbe stata anche sospettata la presenza d’una massa tumorale, successivamente però esclusa.
Tuttavia, il quadro clinico dell’uomo di 37 anni nello spazio di poche ore sarebbe diventato irreversibile fino a sfociare nel decesso. E adesso i parenti del malcapitato chiedono di sapere che cosa gli sia realmente accaduto e se tra Cosenza e Lamezia sia stato fatto davvero di tutto per evitargli la morte.
di Giovanni Pastore
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.