LAMEZIA TERME – Finisce alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali la vicenda di Pietro Ammendola, guardia giurata lametina, morto a 37 anni nell’ospedale “Annunziata” di Cosenza lunedì sera. Il presidente della commissione Leoluca Orlando ha chiesto infatti una relazione sul caso al governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, che ha la delega alla sanità nella regione.
«Da quanto si apprende a mezzo stampa», si legge in una nota dell’onorevole Orlando, «il giovane Pietro Ammendola era giunto a Cosenza domenica pomeriggio in elisoccorso direttamente dall’ospedale di Lamezia, dove i medici avevano diagnosticato un sanguinamento dell’aorta addominale. Al suo arrivo nel nosocomio cosentino, dopo ulteriori accertamenti, un chirurgo vascolare riferiva che le condizioni del paziente erano gravi forse per la presenza di una massa tumorale o per un strappo di un muscolo che avrebbe causato la rottura di un capillare, ma che comunque non essendo in pericolo di vita, non era necessario intervenire d’urgenza».
Il racconto del presidente della commissione Errori sanitari continua: «Nella notte di lunedì però le condizioni del trentasettenne si sono aggravate ulteriormente tanto da portare i medici ad intervenire d’urgenza. Poche ore dopo l’operazione, il decesso.
La procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un’inchiesta dopo l’esposto dei familiari e ha iscritto nel registro degli indagati i due medici che avevano in cura il giovane fino al momento del decesso. L’ipotesi del reato è quella di omicidio colposo».
«Senza pregiudizio per le indagini in corso condotte dalla competente autorità giudiziaria», ha dichiarato l’onorevole Orlando, «la commissione d’inchiesta intende, come praticato in simili circostanze, acquisire ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito ad eventuali criticità organizzative riscontrate, che in ordine ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali. Accertare la verità», ha concluso il presidente, «è un obbligo morale nei confronti della vittima e dei suoi familiari, ma anche nei confronti di tutti i cittadini che continuano ad affidarsi alla sanità pubblica».
Proseguono le indagini del sostituto procuratore cosentino Giuseppe Cava che ieri ha affidato l’incarico dell’autopsia ad un medico legale per accertare le cause della morte di Ammendola. Mentre mercoledì lo stesso magistrato aveva ordinato il sequestro delle cartelle cliniche riguardanti il paziente custodite nell’ospedale.
A denunciare la morte sospetta è stata la giovane moglie di Pietro Ammendola che ha presentato un esposto alla magistratura cosentina perchè si faccia chiarezza su questo decesso. La vicenda è cominciata con un banale dolore alla schiena lamentato dall’uomo che è stato immediatamente portato all’ospedale cittadino dai familiari.
I medici sembra abbiano riscontrato una massa tumorale all’altezza del bacino ed hanno consigliato il trasferimento del paziente a Cosenza. Qui gli specialisti avrebbero escluso la presenza di tumori e riscontrato un problema al cuore e l’urgenza di un intervento chirurgico. Ma poche ore dopo essere uscito dalla sala operatoria Pietro Ammendola è morto. Lascia la moglie e una bimba di quattro anni.
di Vinicio Leonetti
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.