CROTONE – Escono definitivamente dal processo alcune delle persone che nell’ormai lontano 2006 erano rimaste coinvolte nell’indagine denominata ‘Puma’, condotta dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni su una serie di intrecci tra esponenti politici, imprenditori ed esponenti della cosca Maesano: collusioni che avrebbero avuto come teatro essenzialmente il villaggio turistico Praialonga. A conclusione di quella indagine, il pm Bruni portò sul banco degli imputati 94 persone, 49 delle quali sono state giudicate con il rito abbreviato, altre 26 sono state rinviate a giudizio e il processo a loro carico è ancora pendente davanti al Tribunale di Crotone; per i restanti 24 imputati, infine, il giudice dell’udienza preliminare Tiziana Macrì pronunciò una sentenza di proscioglimento da tutte le accuse o, in cinque casi, da quella di associazione mafiosa.
Quella decisione fu impugnata dal pm Bruni davanti alla Corte d’appello di Catanzaro che tuttavia, nel maggio 2009, ha rigettato il suo ricorso, sulla scorta della legge che prevedeva l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento e assoluzione se non davanti alla Cassazione, e pertanto ha rinviato gli atti alla suprema corte.
Ricorso che all’udienza di martedì scorso, è stato dichiarato inammissibile dai giudici della sesta sezione penale della Cassazione come richiesto dal collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Laratta, Graziella Maietta, Silvano Cavarretta, Luigi Morrone, Enzo De Caro.
Le persone definitivamente prosciolte sono: Domenico Calabretta, Michele D’Alfonso, Lucio Cosentino, Gennaro Marrazzo, Vittorio Cosentino, Nicola Agresta, Antonio Lioi, Angela Tortello Cannata, Mario Mungo, Antonio Mirante, Pasquale Colosimo, Giuseppe Scida, Franco Gerardi, Francesco Lazzaro, Francesco Vetere, Rocco Mancuso, Giuseppe Mammolenti, Salvatore Mammolenti, Angelo Vincenzo Quintieri, Saverio Spina, Daniele Bonasso, Nicola Antonio Marasco, Gerardo Ceraudo, Fabrizio Gallo.
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