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Tremila mafiosi tra i 70 mila residenti – I calcoli della Procura della Repubblica sull’esercito della ‘ndrangheta che controlla l’economia che conta nella città – I gregari sono circa 10 mila, con la zona grigia i militanti sono il 18,4% della popolazione

LAMEZIA TERME – I mafiosi qui sono 3 mila. Nella terza città della Calabria per popolazione (71.250 abitanti secondo l’Istat al settembre scorso) il 4,2% dei residenti è organico alle cosche. Poi ci sono i “cococo” della ‘ndrangheta, i collaboratori esterni, per la maggior parte professionisti gregari, funzionari pubblici consenzienti e imprenditori di copertura. Questa zona grigia dovrebbe contare circa 10 mila iscritti, cioè il 14,2% dei lametini. Come dire che il 18,4% dei residenti vivono sottotraccia e lucrano riempiendo di liquidità le casse delle 14 banche con sportelli in città e delle oltre 40 società finanziarie che hanno messo su tende nella Piana lametina. Un 18,4% che può anche spostare l’esito delle elezioni sul territorio.

Sono i numeri che girano nella Procura della Repubblica di Lamezia Terme, al terzo piano del Palazzo di giustizia in Piazza della Repubblica. Dove il Comune l’anno scorso aveva affidato l’appalto della ristrutturazione della piazza, sotto le finestre della procura, all’azienda edile del figlio di un imputato per mafia.

«Dovunque metti le mani in questa città ci sono affari loschi, c’è del marcio», dichiara Salvatore Vitello. Due anni da capo della procura di Lamezia gli sono bastati per fare un disegno preciso della città: «Questi numeri non sono scientificamente provabili, ma sono il frutto di una semplice deduzione. Basta fare due conti: ci sono famiglie mafiose con almeno 200 consanguinei. E i clan sono tanti. In città li conoscono tutti».

Il magistrato agrigentino di nascita è cresciuto professionalmente a Roma in Piazzale Clodio. Da sostituto procuratore ha messo il naso negli affari dell’immobiliarista Stefano Ricucci ed in quelli degli investimenti milionari della ‘ndrangheta nella capitale.

«Se si mette a raffronto la percentuale dei mafiosi e dei loro gregari con la popolazione residente il livello è molto alto e preoccupante», spiega Vitello.

Ma si riesce a far fronte a questo vero e proprio esercito mafioso? Il sorriso del procuratore è molto amaro: «Nel mio ufficio siamo in quattro, in tribunale ci sono soltanto altri quattro giudici, ed i due Gip in alternanza sono applicati al tribunale di Paola. La situazione è questa».

L’emergenza giustizia è pesante nel tribunale presieduto da Giuseppe Spadaro anche nel civile dove ogni giudice ha 4 mila cause a ruolo. E Vitello fa un raffronto: «Nel tribunale di Viterbo, una realtà territoriale grande quanto quella lametina, ogni giudice civile ha sul groppone 600 processi».

Fin qui la procura ordinaria. Quella antimafia di Catanzaro però non è messa meglio: cinque sostituti per 74 processi, ed altri 8 sono in fissazione. Su ogni magistrato gravano 14 processi con decine di imputati. I numeri sono quelli di Vincenzo Lombardo che guida la Direzione distrettuale antimafia.

Una guerra impari che continua ogni giorno. Ieri pomeriggio è stata incendiata una grossa trivella in un cantiere a Nocera Terinese dove la Pizzarotti di Parma sta costruendo un lotto dell’autostrada Salerno-Reggio. Il cantiere era chiuso per il riposo domenicale e gli esperti in intimidazioni hanno avuto compito facile cospargendo di benzina il costoso motore della macchina edile e dandogli fuoco.

Il fumo s’è riversato sulla carreggiata dell’A3 facendo intervenire la polizia stradale. Mentre è di sabato scorso il “regalino” lasciato al cancello della casa del consigliere provinciale di Catanzaro Giampaolo Bevilacqua, del Pdl.

È un esercito che non fa più omicidi: nel 2009 c’è stato lo zero assoluto, l’anno scorso due persone ammazzate. I clan hanno deciso di agire senza sparare formando un cartello di non belligeranza per rendere ancora più difficile il compito dei rappresentanti di uno Stato sempre più disarmato.

di Vinicio Leonetti

da gazzettadelsud.it

1 commento

  1. fiuman 14 febbraio 2011 alle 20:16

    Carissimo signor Vitello

    stia attento a non farsi fregare dall’idea che a lamezia sono tutti mafiosi. Corre il rischio che lei vede la mafia dapetutto e alla fine disprezzera’ la citta’.

    Lei si trova in un ambiente con un tasso culturale molto povero e con una citta in grosse difficolta’ finanziarie. Colpisca la mafia nei vertici… Cioe le banche, i politici ma non si fascia influenzare dalla sinistra. Faccia giustizia con rettitudine e intelligenza. Grazie

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