mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 7 ospiti, 5 bot

Crotone: Oss, protesta interrotta. Ora tutti al lavoro

CROTONE – Per ora il caparbio vento di protesta che tirava nell’ospedale di Crotone da giovedì 3 marzo, cioè da quando i 138 precari dell’Asp hanno reagito alla scadenza ed al mancato rinnovo della mobilità in deroga con un sit-in all’esterno del nosocomio e salendo sul tetto dello stesso, si è placato. E proprio quando la tensione sembrava essersi più acuita.

L’impegno ad individuare percorsi di stabilizzazione (tenendo conto dei limiti imposti dal Piano di rientro in corso, quindi cosa non semplice) e la redazione di un disciplinare interno che garantisca maggiori diritti e tutele è ciò che la protesta è riuscita a strappare all’Asp e alla Regione, dopo una riunione svoltasi nel pomeriggio di lunedì 7 marzo in Prefettura.

Meglio così, e non solo per chi stava da quasi 5 giorni sul tetto dell’ospedale, ma anche per i pazienti, visto che l’assenza dall’attività, soprattutto degli Oss, iniziava a sentirsi nei reparti, tanto che i primari avevano inviato una nota al commissario straordinario dell’Asp, Rocco Antonio Nostro, informandolo che riuscivano a stento a coprire i servizi minimi essenziali. Nostro a sua volta, perciò, ha convocato in Prefettura i vertici regionali ed i sindacati.

L’ospedale, dunque, ha sfiorato un pericoloso stallo, infatti erano state bloccate le attività, rispondendo solo alle emergenze: al di là della protesta la carenza del personale stava diventando innegabile semplicemente perché iniziava ad accumularsi il lavoro.

Proprio questo ha spinto gli infermieri ed il resto del personale sanitario a sostenere la protesta degli ex interinali (Oss, manutentori e amministrativi): nella giornata di lunedì 7 marzo tutti avevano deciso di fermarsi per un’ora, mentre simbolicamente malati ed infermieri del presidio hanno manifestato la loro solidarietà appendendo delle lenzuola bianche alle finestre.

Il clima per tutta la giornata di lunedì è stato molto teso: all’ingresso dell’ospedale e nell’atrio si continuava a manifestare, nonostante le intemperie, e dopo giorni di protesta, la situazione tendeva ad essere sempre più calda, anzi, si aveva l’impressione che potesse esplodere da un momento all’altro.

La tensione è alta

Proprio come è accaduto quando tutti attendevano l’arrivo della vice presidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, pronti a scaricarle contro l’amarezza e la frustrazione accumulata negli ultimi giorni. La situazione, tuttavia, è esplosa prima del suo arrivo, quando nell’atrio dell’ospedale sono scesi il commissario straordinario Rocco Antonio Nostro, che è stato il più contestato, il sindaco Peppino Vallone, i consiglieri regionali Francesco Sulla ed Emilio De Masi e il parlamentare Nicodemo Oliverio.

Contro il commissario Nostro la folla di precari ha iniziato a sbraitare accuse, urli ed insulti, mentre tutti spingevano nervosamente. Così è stato necessario che i rappresentanti istituzionali si mettessero al riparo rapidamente nell’ufficio del direttore sanitario, Angelo Carcea, dove si è svolta la riunione. Qui li hanno raggiunti Antonella Stasi con l’assessore regionale Franco Pugliano e i consiglieri Alfonso Dattolo e Salvatore Pacenza.

Ad illustrare la situazione alla vice presidente della Regione sono stati il commissario Nostro e il sindaco Vallone. Il primo ha sostenuto che il problema della mobilità è solo temporaneo, in quanto si tratta di aspettare per il rinnovo solo lo sblocco del Fondo nazionale da parte del Governo, mentre, nel frattempo, la Provincia ha tamponato la situazione assumendosi l’impegno di coprire gli stipendi.

Proprio ribadendo queste stesse cose, solo qualche minuto prima, però, Nostro era stato fortemente contestato dai manifestanti, i quali negavano che la Provincia si fosse mai assunta questo impegno, ma anzi lamentavano di avere ricevuto la proposta "indecente" di continuare a lavorare per circa 300 euro mensili.

Sicuramente, anche dal punto di vista dell’informazione, regna una situazione caotica, molto simile a quella che riguarda la collocazione di queste figure precarie nell’organigramma del presidio, responsabile di contribuire ad accrescere la tensione ed a favorire, secondo Salvatore Pacenza e Alfonso Dattolo, "inutili strumentalizzazioni".

Un ruolo essenziale

A sottolineare l’importanza del ruolo di questi 138 precari per l’Ospedale di Crotone è stato il sindaco Vallone, il quale ha richiamato all’attenzione della Regione la necessità di pensare alla stabilizzazione. "Questi – ha detto il sindaco – non sono precari come gli altri, senza di loro non è possibile garantire prestazioni sanitarie indispensabili. Anche la mobilità, che non durerà in eterno, non rappresenta una soluzione".

"Meglio non regalare illusioni e non assumersi impegni se non si ha la sicurezza di essere in grado di onorarli" è stata, però, la reazione della Stasi. Nostro, invece, ha ritenuto che non tutti i precari, sebbene buona parte di essi sia fondamentale, siano indispensabili. Per questo ha proposto che "onde ricommettere gli errori del passato, collocando personale in modo disonorevole, è meglio pensare a percorsi di riqualificazione di alcuni di questi per una più corretta erogazione del servizio".

L’Asp, infatti, come hanno fatto osservare Nostro e Sulla, paga oggi un debito del passato, quando questi precari furono impiegati con ‘obiettivo lavoro’ senza passare per i concorsi.

"Bisognerebbe ricostruire la storia di questa vicenda – ha ammesso Antonella Stasi – per fare chiarezza". "Capire chi li ha segnalati, come e per chi sono stati impiegati" ha aggiunto Sulla. Oggi, però, questi 138 sono padri e madri di famiglie che all’ospedale servono e che non si possono lasciare senza occupazione, ma per i quali sembra impossibile trovare formule di stabilizzazione.

"Il problema – ha detto il segretario generale di Fp Cgil, Franco Grillo – non è il rinnovo della mobilità, né i percorsi formativi attivati dalla Provincia, la questione è trovare il modo perché queste formule, che saranno garantite per tutto il 2011, siano soluzioni temporanee per capire cosa fare dopo. Al riguardo, però, manca un programma".

La riunione dall’ospedale si è poi spostata in Prefettura. Uscendo Antonella Stasi si è fermata a discutere con i manifestanti, ai quali ha garantito l’impegno della Regione, ma la reazione alle sue parole è stata ancora di dura contestazione.

La situazione si è rasserenata solo dopo la riunione in Prefettura, dove è stato redatto un verbale, che per i precari ha assunto il valore di un impegno formale: la Regione di concerto con la dirigenza dell’Asp e i sindacati ha stabilito che sarà avviato un percorso finalizzato alla stabilizzazione, oltre ad aver garantito, con il supporto della Provincia, la mobilità in deroga fino alla fine del 2011.

Inoltre è stato assunto l’impegno di redigere un disciplinare che riconosca maggiori garanzie e diritti agli ex interinali. Per questo i precari hanno scelto responsabilmente, "almeno per ora", ha precisato Franco Grillo, di interrompere lo stato di agitazione e di riprendere l’attività soprattutto per il bene dei pazienti.

di Angela De Lorenzo

da ilcrotonese.it

1 commento

  1. Cristina 15 aprile 2011 alle 12:35

    buon giorno,le dichiarazioni della STASI e del SUO AMICO sono al di fuori di ogni logica politica e istituzionale,

    è sconcertante che si additi dei precari come beneficiari di una qualsivoglia raccomandazione, quando è l’esatto opposto.

    Tutti gli OSS hanno iniziato il rapporto con L’ASP tramite obbiettivo lavoro nell’anno 2005 per i seguenti motivi:

    siccome in Calabria, in netto ritardo rispetto al resto d’Italia, non erano ancora stati istituiti i corsi di OSS

    l’ospedale ne era sprovvisto per cui invece di indire un concorso pubblico per le necessarie assunzioni (OSS) ha ricorso ad obiettivo lavoro per cui ai lavoratori è stato di fatto negata la possibilita’ di concorrere ad un impiego pubblico, l’azienda ha preferito spendere più soldi per avere i 130 oss per ben 5 anni consecutivi.

    Inoltre, in questi anni , guarda caso poco prima di un confronto elettorale venivano indetti dei concorsi pubblici proprio per OSs, che subito dopo venivano annullati.

    queste coincidenze, e questi rapporti tra politica e asp, e in che modo questi abbiano influito sul servizio della sanità pubblica sono da chiarire ed approfondire.

    I 138 lavoratori come sopra brevemente esternato sembrano essere vittime di un sistema politicizzato e non certo beneficiari di qualsivoglia raccomandazione. Cosi è sicuramente nel mio caso.

    Per ultimo c’è da chiedersi come mai un servizio essenziale come quello sanitario non ha potuto rinnovare la mobilità ai 138 indispensabili come ammesso dalla stessa ASP di CRotone al funzionamento dell’ospedale KR

    mentre si sono trovati i fondi per ditte di movimento terra ed altre come indicato sul sito della REGIONE CAlabria.

    Spero di esservi stato utile al chiarimento della situazione in cui versano i precari dell’ASp e che voi, vogliate evidenziare i retroscena all’opininone pubblica

    Io personalmente ritengo che ancora una volta la politica calabrese non è responsabile, come neanchè quella Italiana e nemmeno il direttore dell’ASP, e tantomeno i controllori di questi, sicuramente il responsabile di una tale disorganizzazione sia nell’erogare del servizio sanitario che nel commissariamento della sanità è proprio il lavoratore precario che per sfamare la famiglia, 1.100.00 euro mensili ha lavorato per anni senza ferie e sottopagato. Pessimo esempio di cittadino italiano in quanto adesso giunto al limite manifesta.

    distinti saluti

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.