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Veterinari assenteisti, sono 15 gli indagati – Il pm chiude le indagini e ipotizza i reati di truffa aggravata e falso nei confronti di 8 medici, un ispettore d’igiene, 4 amministrativi, un autista e un ausiliario – L’esame dei filmati ha consentito agl’inquirenti di coinvolgere nell’inchiesta altre cinque persone

VIBO VALENTIA – Quindici informazioni di garanzia a conclusione delle indagini sull’assenteismo al Servizio veterinario dell’Asp. Sono state notificate ieri dai carabinieri della Compagnia così come disposto dal pubblico ministero Santi Cutroneo, il quale ipotizza nei confronti di otto veterinari, di un ispettore d’igiene, quattro impiegati amministrativi, un autista e un ausiliario, i reati in concorso di truffa aggravata e falso ideologico. Rispetto alle dieci persone coinvolte l’8 febbraio scorso nel blitz anti-assenteismo, nell’ambito dell’operazione denominata “Zuzù”, ieri a ricevere gli avvisi di garanzia sono stati complessivamente 15 indagati.

All’elenco, infatti, il magistrato ha aggiunto altri due veterinari, tra cui un responsabile di area del Servizio, l’ispettore d’igiene, un amministrativo e un ausiliario i quali, il giorno dei controlli, non sono stati colti come gli altri in flagranza di reato.

In particolare a ricevere le informazioni di garanzia sono stati i dottori (tutti veterinari): Saverio Paglianiti, 62 anni, di San Calogero (responsabile di area del Servizio); Antonio Teti, 52 anni, di Vena di Ionadi; Domenico Piraino, 58 anni di San Costantino Calabro; Mario Mazzeo, 61 anni, di Vibo Valentia, (responsabile di area del Servizio) e capogruppo del Pdl in consiglio comunale; Domenico Mazzitelli, 54 anni, di Briatico; Domenico Cocciolo, 45 anni, di Vibo Valentia; Chiarina Cristelli, 47 anni, originaria di Mangone (Cs) ma residente a Sant’Onofrio e Stefania Mazzeo, 45 anni di Vibo Valentia.

Avvisi di garanzia anche per Giuseppe Ubaldo Pugliese, 55 anni, ispettore d’igiene di Vibo Valentia; Giuseppe Parisi, 56 anni, assistente amministrativo di Polia; Giuseppe Loiacono, 61 anni, autista di Joppolo; Enzo Carnovale, 54 anni, coadiutore amministrativo di Vibo Valentia (frazione Piscopio); Maria Parisi, 54 anni, coadiutore amministrativo di Polia; Damiano Romano, 51 anni, coadiutore amministrativo di Simbario e Domenico Pisani, 58 anni, ausiliario di Vibo Valentia.

Relativamente ai cinque nuovi indagati il loro coinvolgimento nell’attività deriva dal fatto che i carabinieri, dopo aver sviluppato le immagini riprese nella sede del Servizio veterinario, hanno accertato a quali dipendenti appartenevano i cartellini che più persone " come ripreso dalle telecamere dell’Arma " “strisciavano”. In un caso un dipendente ne ha fatti passare cinque, mentre in altri giorni ne sarebbero stati timbrati anche otto o dieci.

Per il pubblico ministero Santi Cutroneo, comunque, i quindici indagati «previa intesa» tra loro «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con artifici e raggiri, al fine di procurare un ingiusto profitto» " ai colleghi per i quali, di volta in volta, venivano timbrati i badge " «rappresentato dalla corresponsione da parte dell’Asp di benefici economici a fronte di prestazioni in realtà non effettuate», avrebbero commesso i reati nei loro confronti ipotizzati.

In base all’attività investigativa condotta dai carabinieri della Stazione della città capoluogo " che si sono avvalsi anche di documentazione fotografica, nonché di filmati ripresi da telecamere piazzate proprio sull’apparecchiatura marca-tempo " il personale del Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria finito al centro dell’inchiesta, avrebbe commesso i reati di truffa aggravata e falso ideologico nel periodo compreso tra gennaio e febbraio 2011.

Arco di tempo che corrisponde a quello entro il quale ogni dipendente dell’Ufficio è stato praticamente pedinato e seguito con estrema discrezione in tutti i suoi spostamenti dai militari della Stazione " coordinati dal luogotenente Nazzareno Lopreiato " il più delle volte in borghese.

Attività che l’8 febbraio scorso è culminata con il blitz nei locali del Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria. Dieci (6 veterinari e 4 amministrativi) i dipendenti colti dai carabinieri della Compagnia " al comando del capitano Stefano Di Paolo " in flagranza di reato e posti ai domiciliari.

Misura cautelare, comunque, non convalidata dal gip Gabriella Lupoli, che ha rimesso tutti in libertà, ritenendo valide le giustificazioni e le motivazioni addotte dai professionisti e dagli amministrativi coinvolti. Decisione, quella del gip, contro cui la Procura " guidata dal dott. Mario Spagnuolo " ha proposto ricorso per Cassazione. Inoltre un ricorso parallelo è stato presentato al Tribunale del riesame.

di Marialucia Conistabile

da gazzettadelsud.it

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