mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 9 ospiti, 4 bot

Personale Ata, in 39 escono dal processo – Le posizioni delle 201 persone coinvolte nell’inchiesta dopo la decisione del giudice Rizzuti che divide il procedimento in due tronconi – La sentenza: «Non doversi procedere perchè il reato è estinto per intervenuta prescrizione»

CATANZARO – Sono in tutto trentanove gli imputati che escono definitivamente dal processo che si sta tenendo davanti al giudice per le udienze preliminari Antonio Rizzuti (cancelliere Paola Mondello) sui presunti illeciti connessi alla gestione delle graduatorie del personale Ata (ausiliario-tecnico-amministrativo) da parte del Csa (Centro servizi amministrativi " ora Ufficio scolastico provinciale) del capoluogo calabrese.

È quello che si evince dalla articolata decisione presa dal togato lunedì scorso. Il giudice ha sentenziato il «non doversi procedere perchè il reato è estinto per intervenuta prescrizione».

Gli imputati per i quali il giudice ha deciso di restituire gli atti in Procura per genericità del capo d’imputazione sono invece 104 mentre per 73 il procedimento proseguirà a maggio. Per quanto riguarda questi due ultimi aspetti, ci sono degli imputati che, avendo più capi d’imputazione che vengono loro contestati, compaiono in entrambi gli elenchi (che pubblichiamo a lato) in quanto la loro posizione per alcuni capi d’imputazione rimarrà aperta davanti al giudice Rizzuti mentre per altri ritornerà in Procura.

C’è da aggiungere che per altri imputati non compresi negli elenchi a lato il giudice ha sentenziato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione ma, visto che anche in questo caso vengono contestati loro altri capi d’imputazione, non sono stati inseriti negli elenchi.

Il giudice Rizzuti ha diviso in due tronconi il procedimento giudiziario stralciando le posizioni relative a 21 capi d’accusa, ritenendo invece per altri 40 la formulazione ancora troppo generica e rimandando i relativi atti in Procura. Per gli imputati cui sono contestati i reati compresi nei 21 capi accettati dal giudice l’udienza preliminare proseguirà il 20, 23 e 27 maggio.

Per gli altri, invece, bisognerà attendere che il pm presenti la richiesta di rinvio a giudizio con le modifiche richieste. Questa stessa cosa è già accaduta ben due volte nel corso dell’udienza preliminare. Era il 13 luglio 2009 quando il gup, dopo aver ammesso un giudizio abbreviato, stralciato le posizioni di due indagati, e sospeso il procedimento per un uomo di cui è stata appurata l’incapacità processuale, aveva rinviato il resto delle carte al pm per «precisare le imputazioni» e per «svolgere accertamenti suppletivi».

Il 15 dicembre successivo il pubblico ministero Vincenzo Capomolla non aveva ancora provveduto e così tutto era saltato per l’ennesima volta. Il 7 marzo il pubblico ministero Alessia Miele ha presentato i nuovi capi d’accusa, ma le difese ne hanno eccepito ancora una volta la genericità. Ora la divisione dell’inchiesta in due tronconi.

di Giuseppe Mercurio

da gazzettadelsud.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.