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«Gianluca era sorridente e disponibile» – Scarcerati i tre ragazzi

COSENZA – «La perdita di Gianluca è un dolore condiviso da tutta la comunità. Noi tutti lo ricorderemo come un ragazzo sorridente e disponibile, semplice nel condividere e trasmettere il suo immenso lato umano». Sono queste le parole del parroco della Chiesa del Ss. Spirito di Torre Melissa, parole volte a ricordare la perdita di Gianluca Grillo, un figlio, un amico, uno studente universitario e non solo: per molti anche un compagno con cui si è spesso condivisa la difesa di mille nobili cause, nonché una forte sensibilità rivolta a qualsiasi "ingiustizia" propriamente intesa.

Forse mai come ieri la piccola frazione di Torre Melissa si è scoperta così silenziosa. Lo stesso silenzio invocato negli ultimi giorni da amici e parenti travolti da un’attenzione mediatica troppo invadente per chi soffre e per chi cerca spazio per comprendere. La piccola frazione del Crotonese è visibilmente colpita da una tragedia che non può che lasciare molta amarezza, ma anche altrettanta rabbia.

La partecipazione è cospicua, centinaia dei circa tremila abitanti del paesino si sentono coinvolti e toccati da un evento improvviso che spezza una giovane vita con ancora tanto da dare. Sono le 16.30 circa e la piccola strada su cui affaccia casa di Gianluca è ormai affollata: grande è la partecipazione al lutto della piccola frazione, spicca la presenza dei tanti amici e colleghi universitari (un centinaio circa) partiti in tarda mattinata dall’Unical, punto di incontro per tutti naturalmente molto significativo.

Dopo pochi minuti di attesa, e dopo un lungo e toccante applauso, parte il corteo funebre che attraversa lentamente i circa 300 metri di statale 106 che portano alla chiesa.

Le facce dei presenti, soprattutto quelle dei tanti amici, sono visibilmente sconvolte: nessuno riesce del tutto a realizzare quanto successo. Raccogliamo le voci dei molti presenti, alcuni sorridono e ironizzano sulla presenza delle tante bandiere italiane: «Sarebbe stato un ottimo motivo per prendere in giro Gianluca», sottolineano con un amaro sorriso.

Un ottimo motivo perché nessuno riesce effettivamente a dissociare il ricordo di un ragazzo estremamente autoironico e timido che sarebbe arrossito di fronte alla tanta attenzione per lui riservata in queste ultime giornate. Inizia alle 17 circa la cerimonia funebre.

Il parroco si sofferma in modo frequente sulla sensibilità della persona nonché sulla disponibilità mai negata a nessuno: gli amici sembrano decisamente rivedere in quelle parole il ricordo che dentro ormai non possono che limitarsi a conservare. Non tutti però hanno avuto la possibilità di prendere parte alla cerimonia.

Com’è noto alcuni amici del "Panda" – così veniva affettuosamente etichettato – sono coinvolti nell’inchiesta legata alla sua morte. I tre amici di Gianluca finiti in carcere per possesso di 400 grammi marijuana sono però stati scarcerati. Ieri, infatti, il gip Salvatore Carpino ha sostituito la misura cautelare adottata nei loro confronti con un più blando obbligo di dimora nei rispettivi Comuni di residenza.

Restano, però, ancora indagati a piede libero sia per la detenzione ai fini di spaccio che per l’ipotesi di «morte come conseguenza di altro reato». Proseguono, infatti, le verifiche per accertare un loro eventuale coinvolgimento nel decesso dello sfortunato amico che, per dovere di cronaca, in molti quest’oggi sentivano fortemente di escludere pur confidando, naturalmente, nel lavoro della giustizia.

di Santino Cundari

da web.calabriaora.it

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