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Pandora, l’accusa chiede 4 ergastoli

CROTONE – La requisitoria è stata abbastanza concisa, ma le pene chieste dal pubblico ministero Pierpaolo Bruni sono decisamente pesanti per i ventisette imputati del processo Pandora che si sta celebrando con il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Gabriella Reillo; processo scaturito dall’operazione portata a termine nel novembre del 2009 dagli investigatori della squadra Mobile di Crotone che con l’indagine coordinata dalla Dda di Catanzaro hanno ricostruito dieci anni della storia criminale di Isola Capo Rizzuto, contrassegnati dalla cruenta guerra tra i clan Arena e Nicoscia, ma anche da imponenti traffici di droga e armi, da una soffocante cappa di estorsioni imposte ad imprenditori della zona come del nord Italia.

Un’indagine che essenzialmente ha decapitato la cosca Nicoscia e grazie alla quale è stata fatta luce su diversi fatti di sangue; a cominciare dall’omicidio di Pasquale Tipaldi, ucciso a Isola Capo Rizzuto il 24 dicembre 2005, dal quale ha preso le mosse il lavoro degli investigatori; il clamoroso agguato a Carmine Arena, ucciso a colpi di bazooka il 2 ottobre 2004; il tentato omicidio del quale era rimasto vittima in precedenza lo stesso Arena.

Non a caso tra le ventisette condanne che ha chiesto, il pm Bruni ha pronunciato per ben quattro volte la parola ergastolo, sollecitando il carcere a vita nei confronti di altrettante persone accusate di quei delitti: si tratta di Salvatore Nicoscia, Paolo Corda, Michele Pugliese e Antonio Gualtieri per i quali, nell’ottobre scorso, era già stato disposto il giudizio immediato, saltando così l’udienza preliminare.

A quanto pare, però, il solo Nicoscia, tramite l’avvocato Antonietta De Nicolò, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato; per gli altri tre imputati, invece, il processo per gli omicidi si è incardinato davanti alla corte d’assise mentre i loro difensori hanno chiesto il rito abbreviato davanti al gup Reillo per tutti gli altri reati. Diversa l’interpretazione del pm Bruni che nel chiedere l’ergastolo ha tenuto conto anche delle accuse di omicidio contestate agli imputati.

Il pubblico ministero, inoltre, ha sollecitato una sentenza di non luogo a procedere per Vincenzo Corda e Domenico Gaetano che nel frattempo sono deceduti. Nella sua requisitoria Bruni ha spiegato che le accuse contestate agli imputati nell’ordinanza di custodia cautelare sono state in larga parte confermate dal Tribunale del riesame, annullando la misura solo per alcune; ed è quelle che si è soffermato richiamando le intercettazioni effettuate durante le indagini relative al traffico di stupefacenti.

Il processo è stato poi aggiornato al 13 maggio quando inizieranno le arringhe dei difensori, tra i quali figurano gli avvocati Luigi Villirilli, Mario Prato, Aldo Truncè, Luigi Colacino, Giovanni Iedà, Gregorio Viscomi, Rocco Corda, Antonietta De Nicolò, Paolo Carnuccio. La sentenza è attesa per il 3 giugno.

da ilcrotonese.it

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