VIBO VALENTIA – Al mattino la consegna del premio “L’operatore d’oro”, nel pomeriggio un salto a Limbadi e un incontro con gli studenti nella villa confiscata al clan Mancuso e destinata a ospitare l’Università dell’antimafia. Sono le tappe più significative della visita nel Vibonese del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, il cui arrivo è in programma martedì prossimo 2 maggio. Una giornata in pratica sancita dall’impegno contro le mafie considerata la consegna del premio “L’operatore d’oro” e le iniziative promosse a Limbadi nell’ambito della manifestazione “Gerbera gialla” che, il giorno successivo, aprirà ufficialmente il suo percorso nazionale a Reggio Calabria.
Due appuntamenti " il Premio, ideato da un gruppo di scuole vibonesi e quest’anno organizzato dal Classico e l’incontro a Limbadi, promosso da Riferimenti " che hanno un solo filo conduttore e che coinvolgeranno in primo luogo gli studenti del Vibonese, presenti e parte attiva sia all’una sia all’altra iniziativa.
Martedì prossimo, al mattino, alla Scuola di polizia, è prevista la consegna del premio “L’operatore d’oro”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
Alle 15 il passaggio ideale di testimone tra il Premio e la “Gerbera Gialla” " percorso antimafia del Coordinamento nazionale di Riferimenti " che farà tappa a Limbadi dove convergeranno anche delegazioni di studenti provenienti dall’intero Vibonese. Una manifestazione quest’ultima che, al pari del premio “L’operatore d’oro”, non intende passare inosservata.
Infatti martedì pomeriggio i riflettori, lasciata la Scuola di polizia, saranno puntati sul centro del Vibonese più volte balzato agli onori delle cronache in quanto luogo di origine e di residenza dei capi storici del clan Mancuso, considerato uno dei più potenti della ‘ndrangheta.
E a Limbadi il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, accompagnato " tra gli altri " dalla presidente di Riferimenti Adriana Musella, sfilerà in corteo assieme ai ragazzi per le vie del centro fino a raggiungere gli immobili confiscati alla famiglia Mancuso e consegnati al Coordinamento “Riferimenti” che li ha destinati alla realizzazione dell’Università dell’antimafia.
Proprio in una delle ville confiscate, quella in cui avrà sede l’Università, è in programma l’intervento del procuratore nazionale Grasso. Saranno altresì presenti i sindaci del territorio provinciale e i rappresentanti istituzionali.
Per la realizzazione del “Centro antimafia” a Limbadi saranno investiti circa due milioni di euro (fondi Pon sicurezza e Por Calabria). Il progetto redatto dal Consorzio crescere insieme prevede la nascita di un campus nei luoghi che hanno rappresentato la roccaforte del clan Mancuso.
Le attività didattiche saranno di competenza del Coordinamento antimafia Riferimenti che ha ricevuto gli immobili confiscati dal Comune e ha lanciato l’idea progettuale con l’obiettivo di dare vita a un vero e proprio centro studi italiano sull’antimafia e sulla cultura della legalità. Un percorso che coinvolge direttamente le giovani generazioni e che si muove nel solco tracciato da Riferimenti in anni e anni di impegno sociale contro ogni tipo di mafia.
Ecco perché sarà proprio Riferimenti a riempire di contenuti culturali le strutture che saranno consegnate una volta ultimati i lavori di ristrutturazione.
Un capitolo quest’ultimo che sin dall’inizio si è dimostrato al quanto complesso anche, e soprattutto, in virtù delle condizioni in cui gli immobili sono stati lasciati. In pratica il Comune " dopo la confisca " ha “ereditato” immobili privi di infissi, luci, faretti, scale di legno e arredi di ogni genere, letteralmente strappati o “smontati”.
Un repulisti che, nel novembre di due anni fa, è stato toccato con mano dal prefetto Luisa Latella e da Adriana Musella nel corso di un sopralluogo a Limbadi nelle abitazioni (tutte su quattro piani) in contrada Santa, Giardino e Petti di Razza.
La confisca degli immobili risale al 2008, mentre il consiglio comunale di Limbadi ha deliberato l’assegnazione delle abitazioni a Riferimenti nel gennaio del 2009. E nel giorno della “consegna” delle chiavi " il 24 novembre 2009 " il prefetto Latella era stata molto chiara e determinata: «Il sopralluogo non è stato solo un semplice passaggio di consegne, ma un momento importante per affermare l’esistenza dello Stato; per far capire che a Limbadi si può e si deve cominciare a parlare di legalità e non solo delle cosche esistenti».
Il Premio
Martedì prossimo, 2 maggio, la giornata vibonese del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso inizierà in città e più precisamente alla Scuola di polizia dove è in programma la consegna del premio “L’operatore d’oro”.
La quartaedizione del prestigioso riconoscimento, infatti, quest’anno vedrà protagonista proprio il procuratore nazionale antimafia. A lui le scuole (l’iniziativa, quest’anno organizzata dal Classico, è frutto del lavoro in sinergia di alcuni istituti superiori) hanno voluto assegnare il Premio.
di Marialucia Conistabile
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