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Emergenza rifiuti, "commissario da revocare" – È quanto chiede la deputata Angela Napoli (Fli), in una interpellanza al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’Ambiente, della Salute, dell’Economia, delle Finanze, dei Rapporti con le Regioni e della Giustizia

CATANZARO – Revocare l’attuale commissario delegato all’emergenza ambientale "alla luce dell’assoluta inidoneità delle nomine di Commissari vari". È quanto chiede la deputata Angela Napoli (Fli), in una interpellanza al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’Ambiente, della Salute, dell’Economia, delle Finanze, dei Rapporti con le Regioni e della Giustizia. L’interrogazione fa seguito alle dichiarazioni dell’attuale commissario, l’ex generale della guardia di finanza, Graziano Melandri, secondo il quale "il sistema rifiuti della Calabria é miseramente fallito" ed allo stato in cui versa adesso il settore, con criticità in varie zone della regione.

Nell’interpellanza, la Napoli chiede anche di sapere "se non ritengano necessario ed urgente monitorare i risultati conseguiti in Calabria con 14 anni di commissariamento per l’emergenza ambientale, se non ritengano di dover relazionare al Parlamento su come sono stati spesi gli ingenti finanziamenti piovuti in Calabria negli ultimi 14 anni per l’emergenza ambientale e quali urgenti iniziative intendano attuare per garantire la definizione dello stato emergenziale ambientale e l’attuale situazione di paralisi e netta crisi del settore in Calabria".

La deputata ricorda che il commissariamento è iniziato il 12 settembre 1997 e da allora è stato prorogato più volte. "In poco meno di 14 anni – afferma – sono arrivati in Calabria ben 2 miliardi di euro che non è dato conoscere come siano stati spesi. Nel febbraio 2007 il commissario Antonio Ruggiero ha fatto un drammatico resoconto della situazione in Commissione d’inchiesta sull’emergenza ambientale dal quale è emersa una pesante situazione debitoria.

La relazione nonché le numerose interrogazioni parlamentari e le relazioni della Corte dei Conti sono state oggetto di inchieste che tuttavia inspiegabilmente non hanno ancora portato a risultanze giudiziarie, così come sta avvenendo con il processo Poseidone, che vede diversi imputati, ma che per cavilli vari da anni non viene definito".

"Dalle relazioni della Commissione d’inchiesta sui rifiuti – conclude Angela Napoli – emerge un quadro estremamente critico e pieno di "zone d’ombra"; gran parte dei fondi comunitari destinati agli impianti non sono stati spesi; risultano "penetrazioni" della ‘ndrangheta nel settore, soprattutto in quello del trasporto".

da giornaledicalabria.it

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