PIZZO (VV) – Cala ufficialmente il sipario sull’amministrazione comunale di Pizzo. Come annunciato, sono state formalizzate ieri le dimissioni dei nove consiglieri di maggioranza, che di fatto hanno messo la parola fine all’esperienza politica targata Nicotra. A presentarsi a mezzogiorno in punto davanti all’ufficio protocollo di palazzo “San Giorgio” Antonino Puglisi, delegato dagli altri otto ad espletare le formalità di rito per la sfiducia al primo cittadino.
Assieme a lui anche i consiglieri d’opposizione Giusy Federico e Raffaele Borrello, che hanno presentato le loro lettere di dimissioni con un documento separato. A conti fatti, quindi, sono in tutto undici i consiglieri che hanno deciso di lasciare e passare la palla alla commissione prefettizia, che con molta probabilità si insedierà nelle prossime 24 ore.
Alla base della dura presa di posizione della maggioranza, che fino all’ultimo si è, comunque, dimostrata compatta, la mancanza di condivisione della linea politica del primo cittadino. Ma è lo stesso sindaco a non credere che le dimissioni siano state dettate da questioni prettamente politiche.
«A tutt’oggi – ha detto Nicotra – non conosco le vere motivazioni che hano spinto i consiglieri della mia stessa maggioranza a sfiduciarmi. La fine dell’amministrazione è iniziata un anno fa, quando il consigliere e presidente del consiglio comunale, Francescantonio Stillitani è stato nominato assessore regionale».
Da quel momento sarebbe venuto a mancare il collante politico che teneva i ranghi dell’amministrazione uniti tra di loro. La crisi, secondo Nicotra, si sarebbe dovuta affrontare in modo diverso, coinvolgendo il consiglio comunale, «unico organo – ha ribadito – deputato ad affrontare la crisi istituzionali. Solo in seno al consiglio comunale ogni consigliere avrebbe dovuto motivare, davanti a tutta la cittadinanza, la sua decisione e rendere conto del suo operato. Ognuno di loro solo in quella sede si sarebbe dovuto assumere le proprie responsabilità».
Ed in realtà il primo cittadino aveva convocato il civico consesso per il 21 maggio prossimo, forse nella speranza di convincere i suoi a fare un passo indietro per il bene della città o forse per metterli in difficoltà davanti all’opinione pubblica. Ma, nonostante non ci fossero i margini di manovra per ricucire lo strappo, il sindaco è andato avanti per la sua strada, continuando a lavorare, nella speranza di un colpo di scena che, però, non è mai avvenuto.
Secondo Nicotra, comunque, l’attività amministrativa stava lentamente ritornando alla normalità. Il settore dell’edilizia pubblica aveva ripreso a camminare con le proprie gambe. «In ballo – ha sottolineato Nicotra con un pizzico di rammarico – ci sono ancora importanti progetti, tra cui alcune opere pubbliche di un certo rilievo, che proprio in questa fase necessitavano di un’attenzione particolare.
Lasciar cadere un’amministrazione comunale ad un anno dalla fine dalla scadenza naturale della mandato elettorale è un suicidio politico. Non sono stato messo nelle condizioni – ha aggiunto – di raccogliere i frutti di quanto di buono era stato fatto».
Ma, se di politico in tutta questa vicenda ci sarebbe veramente poco, per il sindaco «quello perpetrato nei miei confronti è un tradimento bello e buono, messo in atto da quasi tutti i consiglieri di maggioranza. Non mi sono dimesso, anticipando così le mosse dei miei ex colleghi, – ha continuato – per un atto di correttezza verso la cittadinanza, che da me e da tutta l’amministrazione comunale si aspettava della risposte. Risposte – ha aggiunto – che non sono stato messo nelle condizioni di fornire nel migliore dei modi».
In realtà, nelle ultime settimane a sostenere il sindaco era rimasto solo il consigliere Holmo Marino, che dimessosi tre anni fa dalla maggioranza e dalla carica di vice sindaco ed assessore all’Ambiente, passato tra i banchi della minoranza da indipendente, solo recentemente si era detto contrario a firmare la mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino.
Per Antonino Puglisi ex assessore della Giunta Nicotra, invece, la decisione di mandare a casa il sindaco Nicotra «è stata presa all’unanimità da tutti i consiglieri di maggioranza, che fino all’ultimo hanno dimostrato grande compattezza. Negli ultimi mesi la situazione – ha osservato – era diventata ingestibile.
Preso atto dell’inoperatività dell’azione amministrativa che rimaneva ingessata da più di due anni, di comune accordo, abbiamo preferito lasciare, nella consapevolazza che un’amministrazione controllata sotto la guida di un commissario prefettizio riuscirà almeno a mettere ordine all’interno di palazzo “San Giorgio”».
di Francesco Iannaci
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