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Processo Heracles: Al servizio della ‘Ndrangheta spa

CROTONE – Le cosche crotonesi avevano i loro uomini di riferimento nelle istituzioni e nel mondo delle imprese, ciascuno con il proprio compito da portare a termine. Questo il leit motiv sul quale ha ruotato l’intera requisitoria pronunciata dal pubblico ministero Pierpaolo Bruni nel processo ‘Heracles’ che si sta celebrando davanti ai giudici del Tribunale di Crotone (Forciniti presidente, Ciociola e Russo Guarro a latere) nei confronti di 32 persone ritenute affiliate alle cosche Vrenna-Corigliano-Bonaventura di Crotone e Russelli di Papanice.

Tra le quali figurano nomi eccellenti del panorama crotonese come il presidente della Camera di commercio Roberto Salerno, l’ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale Giuseppe Mercurio, l’imprenditore edile Antonio Campisi: sono loro i ‘referenti’ citati dal pubblico ministero che all’elenco ha aggiunto anche il nome di Michele Paglia, assistente di polizia penitenziaria che avrebbe fatto favori ai boss detenuti nel carcere di Crotone.

“Campisi, Mercurio e Salerno – ha spiegato il rappresentante della pubblica accusa che ha incentrato la sua requisitoria, durata all’incirca tre ore, esclusivamente sui cosiddetti colletti bianchi – fanno parte della ’Ndrangheta Spa e ognuno di loro ha il compito di realizzarne l’oggetto sociale: Mercurio per gli affari politici, Campisi per gli appalti e le concessioni”.

Sulla figura dell’ex esponente pidiessino, il pm Bruni si è soffermato a lungo definendolo organico alla cosca dei Papaniciari; grazie all’apporto di Francesco Russelli, fratello del boss Leo Russelli, che avrebbe mobilitato numerosi pregiudicati per sostenerlo, alle elezioni comunali del 2006 Mercurio è risultato il più votato della lista Pd e terzo in assoluto in città.

Pentiti e intercettazioni

In cambio Mercurio avrebbe dovuto caldeggiare la realizzazione del progetto Europaradiso al quale la cosca di Papanice sarebbe stata particolarmente interessata. A sostegno della sua tesi, Bruni ha citato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ma anche le numerose intercettazioni effettuate nel corso delle indagini che attestano i rapporti tra Mercurio e il clan Russelli; come testimonia, peraltro, la vicenda dell’imprenditore Franco Pristerà al quale lo stesso Mercurio avrebbe suggerito di chiedere ‘protezione’ ai papaniciari per fare cessare i continui danneggiamenti che la cosca Vrenna-Bonaventura attuava contro i suoi supermercati.

Per questo nei confronti di Mercurio, che risponde di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e concorso nell’estorsione a Pristerà, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione.

L’identica pena sollecitata anche per Campisi, definito l’imprenditore di riferimento del clan Russelli, che risponde di associazione mafiosa; in proposito Bruni aveva chiesto al Tribunale di acquisire le dichiarazioni dell’imprenditore edile Emilio Iuticone, originariamente imputato in questo processo e poi divenuto testimone di giustizia, e del boss pentito Pino Vrenna che avrebbe dovuto riferire anche sulla vicenda che coinvolge Roberto Salerno.

Quella, in particolare, che lo vede imputato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’imprenditore Massimiliano Loria, titolare di una ditta specializzata nell’organizzazione di eventi fieristici, al quale avrebbe chiesto 10 mila euro per consentirgli di tenere, nell’aprile 2006, una fiera denominata ‘Crotone expo’. La vicenda, già archiviata una prima volta, è rientrata nel processo Heracles allorquando il pentito Vincenzo Marino ha riferito che Salerno avrebbe preteso quel denaro per conto della cosca Russelli.

In proposito il pm Bruni ha spiegato che, durante il processo, Loria è stato raffigurato come un pessimo soggetto, un truffatore, “dimenticando che Salerno è stato a sua volta condannato per truffa insieme a pubblici amministratori”.

Il riferimento è al processo per l’appalto dei lavori del palazzo della Provincia nel quale Salerno è stato condannato in primo grado anche se poi la corte d’appello ha dichiarato che il reato era già prescritto. Per il presidente della Camera di commercio il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione e mille euro di multa.

Favori ai boss detenuti

Per quanto riguarda l’assistente di polizia penitenziaria Michele Paglia – ha aggiunto Bruni – il migliore riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è fornito proprio da Leo Russelli che in alcune intercettazioni fa riferimento ai favori della guardia carceraria, smentendo così le dichiarazioni rese in aula dai colleghi.

di (d.p.)

da ilcrotonese.it

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