CIRO’ MARINA (KR) – L’intervento dei carabinieri nel piazzale di una impresa in località S. Focà, nella frazione di Strongoli Marina ha bloccato sabato mattina il trasporto, chissà dove, di ben 45.500 chili di eternit e portato all’arresto di quattro persone. Tra loro: il titolare della ditta, che sarebbe priva di autorizzazione allo stoccaggio e smaltimento di rifiuti speciali, Domenico Forciniti, 34 anni, di Strongoli. E poi: un autotrasportatore Nicola Rizzo, 44 anni; e due operai dipendenti dell’impresa: Gennaro Forciniti, 32 anni e Abdeljabar Choumat 23 anni, un cittadino marocchino domiciliato a Strongoli.
I quattro sono stati tratti in arresto dai militari della stazione di Strongoli che li hanno sorpresi mentre erano intenti, con l’ausilio di un muletto, a caricare su un camion decine di bancali di lastre di eternit. Il tutto secondo i militari senza peraltro, rispettare quelle particolari precauzione che sono richieste nel trattamento di questa tipologia di rifiuti pericolosi in quanto contengono il famigerato amianto.
I bancali, avvolti nel cellophane erano stati stoccati nel piazzale della ditta dove i carabinieri al termine della perlustrazione ne hanno contato ben 65 notando non solo che gli uomini stavano lavorando senza alcuna misura di protezione a tutela della propria salute ma che anche che uno degli imballaggi contenenti rottami di lastre di fibrocemento era rotto.
Ieri mattina i quattro sono comparsi davanti al giudice del tribunale di Crotone, Giulia Proto. Il magistrato non ha convalidato il solo arresto di Rizzo che è stato rimesso in libertà così come gli altri tre, dei quali sono stati convalidati gli arresti. I 4 saranno processati col rito direttissimo il primo giugno prossimo con l’accusa di illecita raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi in violazione dell’art. 6 lett. d della Legge 210 del 08 in materia di rifiuti.
Quando i militari della stazione di Strongoli sabato mattina sono arrivati in località S. Focà, hanno voluto vederci chiaro sulle operazioni di carico in corso nel grande piazzale. Partite le verifiche sulle autorizzazioni necessarie per questa attività, sarebbe stato accertato che la ditta non era autorizzata a stoccare e trattare materiali di risulta contenenti amianto.
A preoccupare poi, il fatto che le quattro persone, tra cui anche il titolare della ditta, stavano caricando il materiale su un camion che lo avrebbe trasportato verso una non meglio precisata località smaltimento.
di Margherita Esposito
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