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Rom a Lamezia/Il Comune aspetta una risposta dalla Regione – Per la conclusione dei lavori degli edifici in contrada Carrà è necessaria l’accettazione della rimodulazione del programma

LAMEZIA TERME – “Le sollecitazioni avanzate dall’interrogazione del consigliere Mazzei e che riprendono le argomentazioni contenute nell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Lo Moro, per la conclusione dei lavori degli edifici destinati ad alloggi per i Rom in contrada Carrà, sono assolutamente in sintonia con quanto l’Amministrazione comunale sta facendo dal suo insediamento e su cui il Comune attende una risposta dalla Regione Calabria”.

Lo si legge in un comunicato dell’Amministrazione comunale di Lamezia Terme.

“Vogliamo a questo punto ripercorrere, – continua la nota – perchè sia chiaro a tutti i cittadini, le principali tappe che hanno riguardato questa vicenda ancora purtroppo non conclusa: il 17/10/1997 la giunta regionale dell’epoca deliberò un finanziamento di 3 milioni 356 mila 969,84 euro per la realizzazione di 28 alloggi da destinare ai Rom.

Solo un anno dopo, il 20/10/98, il Comune stipulò una convenzione con l’Aterp a cui veniva affidata la progettazione nonché tutte le attività tecniche necessarie all’esecuzione dei lavori sino al loro collaudo. Per la scelta delle aree in cui localizzare l’intervento fu necessaria, a causa dell’inerzia comunale, la nomina da parte della regione di un “commissario ad acta” che avviò le procedure che si conclusero solo il 29/08/2002.

Le aree interessate – si fa rilevare – erano quelle di località Carrà-Marchese su cui realizzare 20 alloggi e quella di contrada Mazzei su cui realizzare i restanti 8 alloggi. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo e la relativa gara d’appalto i lavori vennero aggiudicati dalla ditta Seredi srl tra il marzo e il maggio del 2004.

I lavori, avviati solo nel lotto Carrà-Marchese, furono oggetto di diverse manifestazioni di protesta da parte degli abitanti delle aree circostanti che volevano impedire la realizzazione delle opere. La lentezza con cui i lavori andarono avanti portò l’Aterp, che aveva la direzione dei lavori, a proporre la rescissione in danno del contratto che fu accolta dalla giunta comunale il 13/7/2006, ribadendo comunque la necessità di procedere nel più breve tempo possibile all’ultimazione dell’opera”.

”I tentativi di assegnare i lavori di completamento alle imprese che seguivano nell’elenco della gara d’appalto – continua la nota – ebbero purtroppo esito negativo. Dovendo procedere, quindi, ad effettuare una nuova gara, il Comune richiese all’Aterp di effettuare la perizia dei lavori di completamento da porre a base di gara.

Secondo l’Aterp le somme disponibili non erano più in grado di coprire l’intero intervento ma utili solo alla realizzazione dei 20 alloggi, i cui lavori erano già iniziati, cosa per la quale è necessaria una accettazione della rimodulazione del programma da parte della Regione. Richiesta immediatamente avanzata dal Comune e sulla quale si attende la risposta della Regione Calabria.

È evidente, quindi, – si legge infine – che è ferma intenzione dell’Amministrazione operare per recuperare per quanto possibile i ritardi accumulatisi su questa vicenda dal ‘94 ad oggi e completare quanto prima i 20 alloggi previsti”.

da giornaledicalabria.it

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