VIBO VALENTIA – Da Est a Ovest cambia ben poco a Vibo Valentia, soprattutto se il progetto era quello di muoversi lungo due tangenziali. Da Est a Ovest il vento che spira è quello dei finanziamenti pubblici sperperati per opere imponenti, che hanno accentuato e talvolta creato situazioni idrogeologiche di estremo rischio mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. A Est sono stati spesi 7 milioni di euro; a Ovest i lavori, iniziati nel 2002 e sospesi nel 2005, ne hanno fagocitati 3. E da Est a Ovest da un anno ci si muove a suon di inchieste giudiziarie, di sequestri e di avvisi di garanzia.
Infatti, al provvedimento che nell’aprile dello scorso anno ha riguardato la Tangenziale Est, si è aggiunto ieri quello inerente la Tangenziale Ovest, o meglio la strada di collegamento tra la provinciale per Triparni e viale della Pace.
Tracciato sul quale è stato realizzato un grande muro (1 km) in cemento armato collassato in più parti, sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Vibo, in esecuzione di un decreto emesso dal procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo e dal sostituto Santi Cutroneo.
Inoltre, nell’ambito dell’operazione “Red Gate” (Cancello Rosso), sono stati notificati 8 avvisi di garanzia, nei confronti di collaudatori della Regione; dei legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori e fornitrici di calcestruzzo; dei direttori tecnici e di cantiere delle stesse ditte e del progettista e direttore dei lavori. I reati contestati agli indagati in concorso vanno dal delitto colposo di danno alla frode in forniture.
I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria – coordinati dal magg. Michele Di Nunno – hanno notificato gli avvisi all’ing. Filippo Russo, 65 anni, di Vibo progettista e direttore dei lavori; agli architetti Paolo Postorino, 56 anni e Gaetano Costantino, di 73, entrambi di Reggio Calabria e nominati dalla Regione collaudatori in corso d’opera; a Giuseppe Costanzo, 78 anni di Catania, legale rappresentante e amministratore unico della Sipa spa e Cogip srl, imprese esecutrici dei lavori con sede a Catania; a Michele Luigi Ranno, 36 anni di Catania legale rappresentante e amministratore unico della Cogip srl; all’ing. Pasquale Farfaglia, 46 anni di San Gregorio d’Ippona in qualità di direttore tecnico della Sipa spa e direttore di cantiere della Cogip srl; all’ing. Giorgio Randazzo, 50 anni di Messina, direttore tecnico della Cogip srl (subentrata alla Sipa) e a Michele Evalto, 39 anni di Vibo, amministratore unico della E&Calcestruzzi srl.
L’indagine, coordinata dalla Procura e svolta dalla Guardia di finanza, è stata focalizzata – come rilevato dal col. Giuseppe Licari – sul secondo lotto di lavori e su due appalti per un importo complessivo di 3 milioni di euro. Attività che, sulla scorta della consulenza redatta dall’ing. Paolo Giani (Università di Milano) ha accertato una rilevante frode in pubbliche forniture.
Frode per gl’inquirenti posta in essere con l’utilizzo di calcestruzzo depotenziato, la realizzazione della palificazione del muro in modo difforme alla progettazione e la redazione del progetto esecutivo in modo non adeguato alla conformazione idrogeologica del terreno, individuata dal Pai come R3, cioè ad alto rischio frana.
Nello specifico il calcestruzzo utilizzato è risultato depotenziato in quanto la resistenza a compressione media è risultata di gran lunga inferiore a quella prevista dal progetto. E proprio la realizzazione del muro – definito dal procuratore Spagnuolo una sorta di “muraglia cinese” destinata alla demolizione – rappresenta il fulcro dell’inchiesta.
Un muro (nei punti più alti di 16 metri) che presenta spaventose e profonde lesioni, nonché l’abbassamento e la rotazione anche delle fondamenta. Un’opera enorme – appaltata dal Comune – poggiata su “piedi d’argilla” nel senso che la palificazione, di 12 metri anziché di 15 come prevedeva il progetto, era stata riempita di calcestruzzo solo fino a 9 metri. Negli ultimi tre solo ghiaia.
Insomma irregolarità, rischi e pericoli lastricano la Tangenziale fantasma che attraversa una zona interessata, da circa un secolo, da un movimento franoso che ha coinvolto anche diverse abitazioni.
di Marialucia Conistabile
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