LAMEZIA TERME – Si è svolta a Lamezia Terme la cerimonia commemorativa organizzata dal movimento “Ammazzatecitutti in ricordo del giudice Giovanni Falcone ucciso a Capaci 19 anni fa. Un’iniziativa che è servita anche per ricordare un altro magistrato martire della lotta alla mafia: il calabrese Antonino Scopelliti ucciso per essersi opposto con coraggio ad “aggiustare” in appello il primo maxiprocesso, cancellando gli ergastoli inferti a Palermo allo stato maggiore di Cosa nostra.
Per l’occasione il movimento giovanile antimafia guidato da Aldo Pecora, insieme alle scuole medie “Pitagora” e “Ardito”, ha organizzato una giornata commemorativa alla presenza di tantissimi studenti che si sono ritrovati nell’auditorium della scuola dove hanno ascoltato toccanti e significative testimonianze.
“La storia del giudice calabrese Scopelliti – ha affermato Aldo Pecora – s’innesta nella storia del collega siciliano Giovanni Falcone, il primo assassinato nel 1991 e il secondo il 23 maggio del 1992. Due storie diverse, ma che s’intrecciano. Due cadaveri eccellenti prodotti dalla mente criminale di Cosa nostra.
Da qui l’idea di organizzare una giornata commemorativa mettendo insieme testimonianze importanti, come quella della parlamentare Doris Lo Moro, già magistrato e legata professionalmente a Falcone, e quella di Rosanna Scopelliti, figlia del consigliere della Corte d’appello di Cassazione”.
Il 23 è una data storica per la storia del nostro Paese, ha aggiunto Ciccio Blaganò, responsabile lametino del movimento antimafia, “il 23 maggio 1992 infatti fu ucciso il magistrato siciliano Giovanni Falcone insieme a sua moglie, Francesca Morvillo, e agli uomini della sua scorta: abbiamo scelto di promuovere questo incontro proprio perchè la sua vita sia da esempio alle nuove generazioni e il suo sacrificio non rimanga vano”.
All’incontro di oggi hanno preso parte, tra gli altri, Angelina Esposito Ariganello dirigente degli istituti “Ardito” e “Pitagora”, Doris Lo Moro membro della commissione “Affari Costituzionali” della Camera dei Deputati, Rosanna Scopelliti presidente della fondazione “Antonino Scopelliti” e Gianni Speranza sindaco di Lamezia Terme.
“La figura rivoluzionaria di Scopelliti – ha affermato la parlamentare Lo Moro – è dovuta al fatto che faceva parte della suprema Corte dove però a dettare le regole e a dettare le leggi erano magistrati come Carnovale, che erano attrezzati anche culturalmente all’annullamento dei processi. Ecco l’elemento innovativo e rivoluzionario e l’onestà di fondo del giudice Scopelliti. Di questo dovremmo essere orgogliosi e da questo dovevamo ripartire”.
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