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Farina-Trappeto, indagati 35 dirigenti Eni

CROTONE – A giugno dello scorso anno, quando la Procura della Repubblica di Crotone ordinò il sequestro della discarica industriale di Farina di Trappeto, il procedimento che ipotizzava i reati di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, disastro ambientale e avvelenamento delle acque era ancora contro ignoti; ora sul registro degli indagati sono stati iscritti i nomi di 35 persone alle quali vengono formalmente contestate quelle accuse.

Che sono elencate in un avviso di garanzia notificato nella giornata di lunedì 23 maggio insieme ad una richiesta di incidente probatorio firmata dal procuratore della repubblica di Crotone Raffaele Mazzotta e dal sostituto Pierpaolo Bruni.

Con l’istanza avanzata al giudice delle indagini preliminari, al quale tocca disporre la perizia, gli inquirenti mirano ad accertare la natura dei rifiuti che si trovano sotto la discarica di Farina di Trappeto, un’area di circa 15 mila metri quadrati che corre alle spalle delle vecchie fabbriche crotonesi in parallelo con la strada consortile, e in particolare il grado di tossicità di quei rifiuti e l’eventuale rilascio nell’ambiente circostante di sostanze nocive per la salute pubblica.

In quell’area, ufficialmente autorizzata solo per lo smaltimento di materiali di risulta da scavi, costruzioni, demolizioni e di altri rifiuti non ingombranti provenienti dal vicino insediamento industriale, sarebbero finite, invece, migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, in pratica i residui della lavorazione dei fertilizzanti prodotti per anni nel vecchio stabilimento Montedison, dunque altamente pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini.

“Siamo sicuri – affermò infatti il procuratore Mazzotta quando nel giugno dello scorso anno scattò il sequestro di Farina di Trappeto – che in quella discarica sono stati smaltiti illegalmente i rifiuti dell’ex Montedison”.

In quel frangente furono eseguite perquisizioni nella sede milanese della Montedison Spa, oltre che in quella di Boggiano dove si trova l’archivio dell’ex Fosfotec, con l’intento di acquisire documentazione utile a ricostruire il ciclo dello smaltimento dei rifiuti tossici e ad “individuare i soggetti che abbiano materialmente proceduto allo smaltimento dei rifiuti, oltre che i soggetti che in seno alla società Montedison abbiano deliberato le illecite modalità di smaltimento dei rifiuti pericolosi medesimi”.

di (d.p.)

da ilcrotonese.it

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