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Unical, acquisiti 5000 diplomi di laurea – Svolta nell’inchiesta sugli studenti “fantasma” e i finti esami condotta dal pm Antonio Tridico. S’allarga lo spettro degli accertamenti – Il rettore Latorre pronto ad annullare i titoli ottenuti fraudolentemente

RENDE (CS) – Il “pezzo di carta”. Nella cultura meridionale il diploma è sempre stato un punto di arrivo. La rivalsa delle classi meno abbienti rispetto alle categorie professionali dominanti per decenni. Corrado Alvaro e Fortunato Seminara scrivevano dell’importanza che l’ottenimento d’una licenza media superiore rappresentava nella civiltà contadina calabrese del secolo scorso. Poi, nella gerarchie dei valori comuni, al titolo ottenuto seguendo il normale percorso scolastico s’è sostituita la laurea.

Le università hanno aperto le porte del sapere dando la possibilità a larghe fette di popolazione di accedere alle professioni intellettuali. Oggi un titolo di “dottore” non si nega a nessuno. Così, chi non l’ha ottenuto studiando ha pensato di rifarsi pagando.

Con la complicità di qualche solerte funzionario dell’Unical decine di persone si sarebbero fatte inserire nell’elenco dei promossi durante le sedute di esame tenute nella facoltà di Lettere e Filosofia.

Statino falsificato, voto fittizio oscillante tra il 28 e il 30 (senza lode) e inserimento nel sistema di registrazione informatica: il metodo utilizzato non ha destato alcun sospetto per anni, finendo con il favorire un numero al momento imprecisato di studenti “fantasma”.

Tutto è filato liscio fino a quando un docente non s’è accorto che la firma apposta in calce ad uno statino non era sua. La singolare circostanza subito segnalata al rettore, Giovanni Latorre, ha spinto la dirigenza dell’ateneo a disporre una immediata indagine interna ed a sporgere formale denuncia alla magistratura inquirente.

Il pm Antonio Tridico, titolare dell’inchiesta, ha disposto ieri l’acquisizione di 5000 diplomi di laurea rilasciati tra il 2007 e l’anno in corso. L’obiettivo? Verificare se siano stati rilasciati a studenti che li meritavano davvero.

Gl’inquirenti sembrano convinti che il fenomeno scoperto sia molto più vasto di quanto non apparisse inizialmente. L’ipotesi di reato a cui stanno lavorando è la corruzione: i beneficiari del sistema truffaldino avrebbero in sostanza versato del denaro per ottenere il superamento degli esami mai sostenuti.

Statini e documentazione di segreteria affollano da qualche giorno la scrivania del togato che già oggi comincerà a interrogare alcuni dipendenti dell’Unical. L’attenzione sarebbe concentrata su tre impiegati ai quali verranno chieste precise spiegazioni.

Il rettore Latorre, dal canto suo, ha già annunciato che all’esito dell’indagine l’ateneo sarà pronto a revocare le lauree ottenute fraudolentemente. Molti “pezzi di carta” appesi alle pareti di case e uffici dovranno essere stracciati…

di Arcangelo Badolati

da gazzettadelsud.it

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