E’ un dato che le ‘ndrine calabresi e quelle settentrionali stringano patti. Ciò che si ignora, invece, è attraverso chi o cosa si saldino. Lo spiega Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, descrivendo l’ascesa di una nuova figura. Li chiamano uomini-cerniera, prestanomi, insospettabili professionisti che, “in cambio di soldi, sono disposti a tutto”. Una nuova imprenditoria mafiosa sta scavalcando l’economia sana e produttiva del Paese. E dall’omertà per paura, quella per consenso-assenso, si passa all’omertà per convenienza.”La forza della ‘ndrangheta la si misura non dal numero degli arrestati ma dal grado di vivibilità della popolazione, dei commercianti, degli imprenditori”.
Quindi la forza della ‘ndrangheta sarebbe ancora fortissima e gli imprenditori, di contro, un anello debole?
“Da tempo, la ‘ndrangheta è riuscita a mettere radici in molte regioni italiane. E’ cresciuta nel silenzio e dispone di enormi capitali, prevalentemente generati dal traffico di droga e di armi, in tempi di magra, mentre tutti stringono la cinghia, la ‘ndrangheta investe, corrompe, si infiltra.
Molti imprenditori ricorrono ai soldi dei boss per evitare di chiudere cantieri e aziende. E spesso cedono a ricatti dei mafiosi perchè non ritengono conveniente denunciare e collaborare con le istituzioni. Certe proposte di legge mandano segnali contraddittori a chi vorrebbe schierarsi dalla parte della legalità”.
Il pm Boccassini ha dichiarato che gli imprenditori lombardi denunciano poco: perchè tanta reticenza a parlare?
“Forse perchè lo Stato non riesce ad affondare i colpi nella lotta contro le mafie. Servono riforme normative per inasprire le pene e impoverire i mafiosi”.
I testimoni di giustizia possono tornare a esercitare la professione se aiutati a inserirsi di nuovo nel proprio settore?
“In passato lo Stato non sempre ha assunto atteggiamenti lineari nei confronti dei testimoni di giustizia, spesso confusi coi collaboratori, i cosiddetti pentiti. Chi scegli di testimoniare contro i mafiosi e quindi di aiutare lo Stato deve essere protetto e tutelato, ma soprattutto deve poter riprendere a fare ciò che faceva”.
L’Antimafia dovrebbe vigilare sulle possibili infiltrazioni per l’Expo 2015?
“Sono sempre gli stessi imprenditori settentrionali che prestano il fianco ai mafiosi. Un tempo, al Sud, prima di aprire i cantieri andavano a scomodare i boss per assicurarsi protezione e sicurezza. In cambio offrivano percentuali del 3-4-5% sugli appalti. Oggi ricorrono ai soldi dei mafiosi e scoraggiano la concorrennza facendosi forte del loro appoggio”.
di Francesca Barra
da Sette (settimanale Corriere della Sera) del 26 maggio 2011
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.