RICADI (VV) – A pochi giorni dal consiglio comunale aperto che ha coinvolto i cittadini di Ricadi e i personaggi di spicco della politica provinciale e regionale e dopo soltanto poche ore dall’altro consiglio comunale congiunto tenutosi a Tropea, che ha visto la partecipazione di venti comuni limitrofi alla cittadina tirrenica, la violenza criminale non vuole dare tregua e continua a colpire indiscriminatamente e con i suoi prepotenti e brutali mezzi.
La scorsa notte un’altra intimidazione è stata perpetrata ai danni di un privato, il macellaio Francesco Borello, di 61 anni, al quale sono state incendiate due autovetture, una “Fiat Stilo” e un furgoncino “Peugeot bipper”.
L’incendio, avvenuto intorno alle due di notte, è stato messo in atto nel parcheggio antistante l’esercizio commerciale del cittadino ricadese, sulla strada provinciale 22 che collega Ricadi a Tropea, in località Gurdurello.
Si calcolano oltre 15 mila euro di danni arrecati alle vetture che sono state ridotte a un ammasso di lamiere fumanti.
Borello avrebbe dovuto, come di consueto, riaprire la macelleria a giorni per il periodo estivo. Sul posto, sono subito intervenuti i vigili del fuoco di Vibo Valentia per domare l’incendio e i carabinieri della compagnia di Spilinga guidati dal maresciallo Vincenzo Boerio.
Subito sono state avviate le indagini, attualmente in corso e sulle quali vige il massimo riserbo da parte delle forze dell’ordine. La vicenda non sembra avere alcun collegamento diretto con i numerosi atti di criminalità delle scorse settimane ai danni del sindaco di Ricadi Pino Giuliano e del sindaco di Tropea Adolfo Repice, o con le intimidazioni, ricordando soltanto le ultime, rivolte all’imprenditore Vincenzo Restuccia e alla ditta Callipo.
L’incendio potrebbe essere comunque interpretato come il tipico segnale di avvertimento che la criminalità rivolge indistintamente ad autorità politiche, a piccoli e grandi imprenditori e a privati cittadini. Saranno le indagini a chiarire meglio i contorni della vicenda.
Si tratta, in ogni caso, di segnali che, a quanto pare, non vogliono fermarsi e che continuano a spaventare la popolazione dei comuni costieri, ormai costantemente bersagliata da questi atti di violenza.
Viene naturale dubitare persino sull’utilità delle scelte, coraggiose e plateali, dei sindaci che si uniscono in un fronte comune per combattere insieme contro la ‘ndrangheta quando questa, quasi facendosi beffa di loro, continua a perpetrare abusi, a consumare violenza, a seminare panico tra la gente perbene. Anche Francesco Borello, estraneo alla vita politica e lontano da ogni sospetto, è stato colpito a pochi giorni dall’apertura stagionale della sua attività.
Lo sconforto è grande per un atto che, come quelli avvenuti in precedenza, non si scagliano semplicemente contro beni materiali, ma gettano un alone di paura del quale soltanto con grande fatica e coraggio ci si libera.
di Viviana Mazzocca
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